Spagna–Argentina doveva essere la Finalissima di marzo, il confronto tra Campioni d’Europa e Campioni del Sud America saltato per il conflitto in Medio Oriente. Il destino, però, ha rimesso le due nazionali una di fronte all’altra nell’atto conclusivo dei Mondiali: prima finale della storia tra due campioni continentali, una ‘Finalissimissima’ che ha raccolto 13,836 milioni di spettatori e il 72,1% di share, divisi tra Rai1 (13,235 milioni) e Dazn (601mila).
Numeri solidi, nonostante uno spettacolo in campo meno brillante rispetto al 2022. Le audience restano infatti in linea: -1,5% per la sola Rai, +3% considerando i due broadcaster. Il confronto con Qatar 2022 – iniziato alle 16 e capace di monopolizzare un pomeriggio autunnale – premia comunque la finale 2026: circa tre punti percentuali di share in più.
Sul fronte spettacolo, inevitabile la nota sul maxi‑intervallo: 27 minuti di show in deroga al regolamento, seguiti da 12,766 milioni di spettatori, con una flessione media del 10,6% rispetto al pre‑break. Una dinamica identica a quella di quattro anni fa: il format Super Bowl style non genera, nel pubblico italiano, alcun surplus di attenzione.
Allargando lo sguardo alle semifinali, la competizione ha tenuto davanti allo schermo 10,453 milioni di appassionati con il 54,4% di share. La sfida Inghilterra-Argentina è risultata la più seguita, superando Francia-Spagna.
Per Rai la manifestazione si chiude con 35 partite a una media di 4,739 milioni e il 34,9% di share. Su Dazn, i 104 incontri totalizzano 178mila spettatori medi e il 2,6% di share. La partita più vista sulla Rai resta la finale; su Dazn il primato va all’ottavo Argentina-Egitto, capace di raggiungere 724mila spettatori.
Il profilo delle audience conferma la distanza tra i due broadcaster: Dazn più giovane e più maschile (47% 25-54, 30% 15-34, 72% uomini), Rai più generalista (32% 25-54, 14% 15-34, 62% uomini). Quanto ai device, oltre il 96% dell’audience Rai arriva dal grande schermo, mentre per Dazn la quota si attesta poco sopra l’80%.