La 37ª edizione ha analizzato 1.158 punti vendita in 67 città italiane, rilevando oltre 1,5 milioni di prezzi su 124 categorie di prodotti. Il risultato è una fotografia articolata di supermercati, ipermercati e discount, che conferma la leadership del canale discount sul fronte dei prezzi più bassi, ma evidenzia anche il ruolo crescente delle marche del distributore e delle strategie di acquisto miste.
I prezzi rallentano, ma la spesa continua a pesare
Tra febbraio e marzo 2026, i prezzi rilevati sono aumentati in media dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un rallentamento rispetto al +2% registrato nel 2025, che segnala una progressiva attenuazione della dinamica inflazionistica.
Il costo della spesa, tuttavia, continua a incidere in modo rilevante sui budget delle famiglie, arrivando a rappresentare fino al 19% della spesa complessiva in alcune aree del Paese. Ecco perché la scelta dell’insegna può trasformarsi in una leva concreta di risparmio.
Eurospin guida la classifica del massimo risparmio
E’ Eurospin l’insegna più conveniente in assoluto per chi costruisce il proprio carrello scegliendo esclusivamente i prodotti più economici disponibili. Secondo Altroconsumo, una famiglia di quattro persone, con una spesa media annua stimata in 9.450 euro, può ridurre il conto fino a 3.790 euro all’anno.
I discount continuano quindi a dominare il segmento del primo prezzo. La prima insegna tradizionale in classifica è Ipercoop, che presenta prezzi mediamente più alti del 17% rispetto a Eurospin, mentre il divario aumenta ulteriormente per le insegne posizionate nella parte bassa della graduatoria.
La spesa mista premia discount e nuove strategie d’acquisto
Il modello più vicino alle reali abitudini degli italiani è quello della cosiddetta spesa mista, che combina prodotti di marca, private label e articoli a basso prezzo. Tra i discount, la leadership è condivisa da Eurospin e In’s, seguite da Lidl e Aldi. Scegliendo le insegne più convenienti di questa categoria, una famiglia può arrivare a risparmiare fino a 2.790 euro l’anno.
Nel mondo dei supermercati e degli ipermercati tradizionali, invece, il primo posto va a Dok, che debutta al vertice della classifica. Il margine di risparmio, tuttavia, è decisamente più contenuto rispetto a quello garantito dai discount.
Spazio Conad al vertice delle private label
La convenienza non passa soltanto dal primo prezzo. Un ruolo sempre più centrale è giocato dalle marche del distributore, diventate negli anni una leva strategica per la grande distribuzione.
Nel paniere dedicato ai prodotti a marchio dell’insegna è Spazio Conad a conquistare il primo posto. Il risparmio potenziale rispetto all’insegna meno conveniente può arrivare fino al 19%, mentre per una famiglia di quattro persone il vantaggio complessivo può raggiungere 3.305 euro all’anno.
Dietro la crescita delle private label si intravede un cambiamento più profondo: non sono più soltanto un’alternativa economica ai grandi marchi, ma rappresentano sempre più una componente strutturale della strategia competitiva delle insegne.
Prodotti di marca, Ipercoop e Spazio Conad in testa
Il quadro cambia quando il carrello è composto principalmente da prodotti di marca. In questo caso le differenze di prezzo tra le insegne sono più contenute.
A guidare la classifica sono Ipercoop e Spazio Conad, seguite da Famila ed Esselunga. Il risparmio massimo possibile si ferma intorno al 7%, pari a circa 420 euro all’anno, a conferma di un mercato più omogeneo sul fronte dei prezzi dei brand industriali.
Toscana regina della convenienza
L’indagine fotografa anche le differenze territoriali. Le città più convenienti per fare la spesa si concentrano soprattutto in Toscana, con Pistoia, Lucca, Firenze e Prato ai primi posti.
All’estremo opposto della classifica si trovano invece Genova, Sassari, Aosta e Teramo, dove la spesa media annua risulta più elevata.
Ma è Milano la città nella quale scegliere il punto vendita giusto può fare la differenza maggiore: il risparmio potenziale può raggiungere 1.390 euro all’anno, pari al 18% della spesa. Seguono Bologna, Treviso, Reggio Emilia e Venezia, dove il vantaggio può superare i 1.100 euro.
Treviso conquista il primato tra i singoli punti vendita
Analizzando i singoli supermercati per la convenienza dei prodotti di marca, il primo posto della classifica va al Mega di Treviso.
Seguono due punti vendita Coop di Lucca e l’Iperal di Cinisello Balsamo. La top ten evidenzia inoltre una forte presenza di negozi toscani, mentre nel Centro-Sud si distinguono gli Spazio Conad di Cavallino e Taranto e l’Ipercoop di Foggia.
Il Nord-Est resta l’area più conveniente
Guardando alla geografia della spesa, il Nord-Est si conferma l’area italiana più conveniente. Al Centro emerge la Toscana, mentre al Sud migliorano le performance della Basilicata, che si affianca alla Sicilia tra le regioni relativamente più competitive.
Le differenze territoriali non riguardano soltanto i prezzi, ma anche il peso della spesa sul reddito delle famiglie. In Calabria e Campania il carrello arriva ad assorbire circa il 19% del bilancio familiare, contro il 10% del Trentino-Alto Adige.
Discount, private label e mix di canali: le tre leve della convenienza
La fotografia scattata da Altroconsumo racconta una grande distribuzione sempre più articolata. I discount mantengono un vantaggio netto nel segmento dei prodotti più economici, mentre supermercati e ipermercati cercano nuove strade per competere attraverso le private label e offerte più mirate.
La strategia più efficace per i consumatori, secondo l’analisi, sembra essere quella di non affidarsi a un unico punto vendita. Discount per i prodotti di largo consumo e per l’igiene della casa, marche del distributore per la spesa quotidiana e prodotti di marca per le categorie preferite o acquistati in promozione: combinare canali e tipologie di prodotti può diventare la soluzione più efficace per contenere il costo del carrello.