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Dichiarazione di Roma sull’AI: sei principi per guidare la nuova era digitale

Firmato in Campidoglio il documento nato dalla Global Nobel Laureates Assembly. Al centro controllo umano, cooperazione internazionale e tutela della persona

Global Nobel Laureates Assembly

L’intelligenza artificiale sta modificando rapidamente il modo in cui lavoriamo, comunichiamo e prendiamo decisioni. Ma proprio la velocità della sua evoluzione apre una questione fondamentale: come accompagnarne lo sviluppo mantenendo centrale il ruolo della persona.

È questo il tema della Dichiarazione di Roma per una Pace Disarmata e Disarmante nell’Era dell’Intelligenza Artificiale, delle Armi Nucleari e Autonome, dei Nuovi Protocolli Digitali e dei Modelli Emergenti di Sviluppo Digitale, firmata il 16 luglio in Campidoglio come documento conclusivo della Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War.

L’incontro ha riunito 30 Premi Nobel, ex capi di Stato e di Governo, leader religiosi, esperti di intelligenza artificiale e rappresentanti di università e centri di ricerca internazionali, con l’obiettivo di definire un quadro condiviso per affrontare le sfide poste dalle tecnologie emergenti.

Dalla sicurezza internazionale alla governance dell’AI

La Dichiarazione nasce dalla consapevolezza che l’intelligenza artificiale stia assumendo un ruolo sempre più rilevante negli equilibri economici, sociali e geopolitici. Il documento richiama la necessità di uno sviluppo fondato su cooperazione, rispetto dei diritti fondamentali e responsabilità umana, con particolare attenzione ai rischi legati all’impiego di sistemi autonomi negli ambiti più delicati.

Come ha sottolineato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri durante l’evento, “il punto centrale è orientare lo sviluppo tecnologico secondo principi etici fondati sul rispetto della persona, sull’uguaglianza e sulla responsabilità democratica”. Una sfida che, secondo il primo cittadino, “richiede una nuova alleanza internazionale capace di conciliare innovazione, crescita economica, giustizia sociale, tutela ambientale e diritti umani”.

I sei principi della Dichiarazione di Roma

Il documento individua sei direttrici per affrontare il rapporto tra intelligenza artificiale, sicurezza internazionale e sviluppo tecnologico.

1. Disinnescare la corsa agli armamenti, nell’AI e nel nucleare – La Dichiarazione richiama la necessità di evitare una nuova competizione tecnologica senza adeguati strumenti di controllo, promuovendo cooperazione internazionale e riducendo i rischi legati all’impiego di sistemi autonomi in ambito militare.

2. Sviluppare l’intelligenza artificiale nell’interesse dell’umanità – I firmatari promuovono un utilizzo responsabile delle nuove tecnologie, nel rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale, affinché possano contribuire al benessere delle persone, al progresso scientifico e medico, alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo sostenibile.

3. Garantire il controllo umano sulle decisioni critiche – È uno dei passaggi centrali del documento: “la decisione finale di impiegare un’arma nucleare non deve mai essere affidata a un sistema automatizzato”. La Dichiarazione chiede che le scelte più delicate restino sotto responsabilità umana e propone un trattato internazionale per impedire l’integrazione irresponsabile dell’AI nei sistemi di comando, controllo e lancio delle armi nucleari.

4. Costruire una governance globale dell’intelligenza artificiale – Il documento invita governi, imprese e organizzazioni internazionali a favorire un coordinamento dello sviluppo delle forme più avanzate di AI, attraverso meccanismi condivisi di verifica e processi di valutazione interni e indipendenti.

5. Creare un bene comune digitale – La Dichiarazione promuove collaborazione, condivisione della conoscenza e accesso alle risorse digitali come strumenti per affrontare sfide globali e orientare l’innovazione verso il bene comune.

6. Rafforzare il percorso verso il disarmo nucleare – L’ultimo principio collega la gestione delle tecnologie emergenti alla sicurezza internazionale, ribadendo la necessità di cooperazione e di iniziative capaci di ridurre i rischi legati agli arsenali nucleari.

Un confronto che coinvolge anche imprese e istituzioni

La Dichiarazione non si rivolge soltanto ai governi e agli organismi internazionali. Il documento richiama anche il ruolo delle imprese nella costruzione di un modello di sviluppo più responsabile, attraverso strumenti di verifica e valutazione. La questione riguarda il modo in cui sistemi sempre più avanzati verranno progettati e integrati nei processi economici e sociali: non soltanto quali possibilità offriranno, ma anche quali criteri dovranno guidarne l’utilizzo.