Il punto di partenza è la frase ‘Per te, mille volte ancora’, reinterpretata attraverso una storia contemporanea sulla distanza e sulla difficoltà di mantenere i contatti. Se nella leggenda del Qixi due innamorati sono separati dalla Via Lattea e possono incontrarsi soltanto una volta l’anno, oggi la distanza può essere molto più quotidiana: una chiamata persa, un segnale instabile o una connessione interrotta possono essere sufficienti per perdere un incontro.
Il film racconta infatti la storia di un giovane che incontra casualmente una ragazza in metropolitana. Quando il suo servizio telefonico si interrompe, i due perdono i contatti. Da quel momento inizia un viaggio attraverso dimensioni parallele e mondi molto diversi tra loro: paesaggi dell’antichità, città del Far West, foreste primordiali e scenari futuristici popolati da creature aliene.
Il protagonista attraversa così un numero incalcolabile di universi alla ricerca di una possibilità per ristabilire quella connessione. Il viaggio si conclude nella ‘10086ª dimensione’, dove il servizio di assistenza di China Mobile consente finalmente alla chiamata di andare a buon fine. Il ragazzo può quindi raggiungere la ragazza e ritrovarla alla stazione.
A caratterizzare il progetto è anche la scelta di realizzare il film interamente con l’intelligenza artificiale. La varietà degli ambienti e degli stili visivi – dall’antico al primitivo, fino ai mondi futuristici – diventa parte integrante del racconto e del viaggio attraverso le 10086 dimensioni.
“La connessione non è mai soltanto una questione tecnica. Ogni segnale rappresenta persone reali, emozioni autentiche e incontri irripetibili”, spiega Adams Fan, Chief Creative Officer di F5 Shanghai. “Il Qixi celebra il ricongiungimento attraverso le galassie, mentre 10086 protegge ogni connessione quotidiana affinché nessuna persona importante venga persa”.