La sentenza arriva dopo meno di due ore di camera di consiglio da parte della giuria consultiva e segna un nuovo capitolo nella lunga frattura tra due dei protagonisti più influenti della corsa all’AI.
Secondo quanto riportato dai media statunitensi, la giuria ha ritenuto che Musk avesse tre anni di tempo per avviare l’azione legale, ma che il ricorso fosse stato presentato oltre i termini previsti. La giudice federale Yvonne Gonzalez Rogers ha quindi evidenziato l’esistenza di prove sufficienti per sostenere questa conclusione, anticipando l’intenzione di archiviare immediatamente il caso. L’avvocato di Musk avrebbe comunque riservato la possibilità di presentare appello.
Il nodo: da missione open a piattaforma industriale
Al centro della causa c’era l’evoluzione di OpenAI da organizzazione non profit nata nel 2015 a uno degli attori dominanti del mercato dell’intelligenza artificiale. Musk, tra i co-fondatori originari del progetto, sosteneva che la società avesse progressivamente abbandonato la missione iniziale orientata a un’AI ‘open’ e a beneficio collettivo, evolvendo verso un modello sempre più commerciale.
Nel ricorso erano coinvolti anche Microsoft, partner strategico e investitore di OpenAI dal 2019, e il presidente della società Greg Brockman. Secondo Musk, Microsoft avrebbe favorito la presunta deviazione dalla missione originaria dell’organizzazione. Il tribunale ha però respinto anche le accuse nei confronti del gruppo guidato da Satya Nadella.
Una battaglia che riflette la nuova economia dell’AI
Durante il procedimento, Musk aveva chiesto un risarcimento potenziale fino a 134 miliardi di dollari, oltre alla rimozione di Altman e Brockman e alla revisione della ristrutturazione societaria che nel 2025 aveva ampliato la componente for profit di OpenAI. I legali dell’azienda hanno invece sostenuto che l’azione legale fosse legata soprattutto alla nascita di xAI, la startup fondata da Musk per competere direttamente con OpenAI.
La sentenza arriva in una fase in cui investitori e mercato osservano con attenzione gli equilibri del settore, tra raccolte miliardarie, infrastrutture strategiche e possibili aperture ai mercati pubblici.
Dallo scontro legale alla competizione industriale
Negli ultimi mesi il confronto tra Musk e Altman si era già esteso oltre le aule giudiziarie. I due manager si erano infatti scontrati pubblicamente anche sul progetto Stargate, iniziativa infrastrutturale da 500 miliardi di dollari sostenuta dal presidente statunitense Donald Trump e sviluppata con il coinvolgimento di OpenAI.
Più che una semplice disputa personale, il caso continua così a rappresentare uno dei conflitti più emblematici dell’industria tecnologica contemporanea: quello tra governance aperta, interessi industriali e controllo strategico dell’AI.