Indice dei contenuti
Il report, che misura il livello di preparazione all’AI di circa 3.000 tra le principali aziende a livello globale, analizza i fattori chiave per la generazione di valore dall’intelligenza artificiale, tra cui qualità e accessibilità dei dati, competenze della forza lavoro e maturità dei processi organizzativi.
Europa in crescita, ma ancora in ritardo
Negli ultimi sei mesi le aziende europee hanno migliorato il proprio livello di AI Readiness di 1,6 punti, contro l’1,1 registrato in Nord America. Un segnale positivo, che tuttavia non colma il divario complessivo. Le aziende nordamericane restano infatti avanti con un punteggio medio di 48,9 su 100, contro 43,1 dell’Europa.
Il divario interno al continente
Il report evidenzia anche una forte polarizzazione all’interno dell’Europa. Le grandi aziende europee con ricavi superiori a 10 miliardi di dollari si avvicinano ai competitor nordamericani (47,4 contro 49,5), mentre le imprese più piccole restano più distanti (40,5 contro 48,1), con un gap che supera i 7 punti. Una dinamica che, secondo Accenture, potrebbe incidere sulla futura competitività del continente in assenza di maggiori investimenti e capacità di scalabilità.
Paesi e settori: i progressi più rapidi
A livello geografico, i miglioramenti più significativi si registrano in Francia (+5 punti), Regno Unito (+4,8) e Spagna (+4,6), sebbene con livelli assoluti ancora eterogenei. Tra i settori, dieci su diciotto mostrano progressi. In particolare assicurazioni (+8 punti), viaggi (+5,7) e beni di consumo (+5,2) guidano la crescita, con il comparto assicurativo in testa grazie a investimenti in trasformazione dei processi e modernizzazione dei dati.
Mauro Macchi, Ceo Accenture EMEA
“L’Europa sta acquisendo un forte slancio nell’ambito dell’intelligenza artificiale, trainata soprattutto dalle aziende più grandi. Queste organizzazioni comprendono che, affinché l’IA possa generare maggiore valore e in modo più rapido, è necessaria una reinvenzione totale dell’impresa, non una semplice adozione plug-and-play. Ciò significa ripensare i modelli operativi, ridisegnare il modo in cui il lavoro viene svolto, rafforzare le fondamenta tecnologiche e dei dati e, soprattutto, garantire il coinvolgimento della leadership, una governance adeguata e una gestione efficace del cambiamento. La velocità di esecuzione determinerà la futura competitività dell’Europa”.
Teodoro Lio, Ad Accenture Italia
“I dati provenienti dal nostro osservatorio mostrano che anche l’Italia sta compiendo progressi concreti nel percorso di adozione dell’intelligenza artificiale, con un miglioramento di 2,9 punti nel livello di AI Readiness. È un segnale incoraggiante, ma la vera sfida è trasformare questo slancio in vantaggio competitivo diffuso. La differenza non la farà chi adotterà per primo nuovi strumenti, ma chi saprà ripensare processi, modelli operativi e competenze per generare nuovo valore. Per questo è fondamentale che i benefici dell’IA raggiungano non solo le organizzazioni più avanzate, ma anche le piccole e medie imprese che rappresentano il cuore del sistema produttivo italiano. La capacità di estendere questa trasformazione all’intero tessuto economico sarà determinante per la competitività nazionale dei prossimi anni”.