Youmark

WPP Italia: a primavera 2019 inaugurazione del Campus. Più che location, strumento, strategia, stargate, progetto col territorio. E nel 2018 segna +8%, con l’adv che cresce di più

Lo ha detto a chiare lettere Massimo Costa, Country Manager WPP Italia (nella foto), ieri nella conferenza stampa che ha presentato il nuovo Campus: “Il nostro Gruppo prende parte attiva alla vita della città, con progetti che aiutano lo sviluppo del territorio circostante. Pensando alla formazione, anche per i ragazzi di elementari e medie nel periodo estivo, mettendo gli spazi al servizio di eventi come le Settimane della moda e del design, collaborando con la Triennale, il Comune. Insomma, vivendo il Campus come hub sociale e culturale, non solo come sede del business”.

Che per il Gruppo Wpp Italia parla comunque positivo. Forte della trasformazione intrapresa 10 anni fa (peraltro contro un worldwide che perde nel decennio il 40% a quota 8 miliardi, che sarebbero poi 6 senza i due new big Facebook e Google, WPP Italia cresce del 30%, annoverando il 70% di clienti locali, serviti sia per l’Italia che per il mondo) nell’ottica della trasversalità di organizzazioni orizzontali (non a caso il trasferimento nel Campus, previsto per la primavera 2019, sarà per funzioni non per sigle), annuncia infatti un 2018 in crescita dell’8% (contro il circa 2% della media di mercato, confermato anche dai dati GroupM), sottolineando Marco Bonanni, Cfo di WPP Italia, come l’accelerazione maggiore sia dell’advertising.

Certo, lo ribadisce Massimo Beduschi, Coo WPP Italia, la creatività è cambiata, ha allargato i suoi confini, parla digital e nuovo, ma resta asse portante, così come la consulenza.

Per clienti che chiedono servizi trasversali. Già sette quelli con in essere team multidisciplinari (Campari e Lottomatica gli ultimi organizzati, con ulteriori due new entry da comunicare a breve), seppur il Campus garantisca comunque identità alle singole sigle, così come la possibilità di attingere a singoli servizi.

Nessuna novità, invece, sul fronte AssoCom, su cui Massimo Costa ha dato libertà alle singole realtà, che però hanno deciso per la non adesione.

Smentite pure le voci di una qualche collaborazione con Doing, annunciando invece a breve la formalizzazione della partnership con Long Term Partner, con cui si è peraltro al lavoro su Fiat

Articoli correlati