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Cosa sta succedendo ai grandi network? Come cambia la mappa del business della comunicazione? Che ruolo hanno e giocheranno le sigle indipendenti? L’opinione di Lorenzo Cabras/Sterling Cooper

Cosa sta succedendo ai grandi network di comunicazione? Da WPP a Publicis, l’integrazione è partita accorpando in un unico building le differenti sigle. Ma ora sembra non più essere solo logistico il senso. La nuova decisione Ogilvy, infatti, di far confluire in un unico brand le sue diverse sigle apre nuovi scenari. E prima altrettanto fece Havas. Dunque, trattasi solo di integrazione dell’output al cliente, in ottica sinergica, ottimizzazione risorse e saving, o c’è da ipotizzare il disegno di una nuova mappa della competizione globale? Insomma, la concentrazione è auspicabile pro espansione del mercato? Come cambia in tutto ciò il ruolo delle sigle indipendenti?

Ecco come risponde Lorenzo Cabras, Ceo STERLING COOPER, al tema da noi sollevato:

“Il cambio dei paradigmi di comunicazione cui abbiamo assistito in questi anni richiede interlocutori capaci di gestire trasversalmente l’eterogeneità di un messaggio, che oggi non può che essere nativamente omnichannel. La risposta più naturale è l’integrazione, ma sono convinto che il valore che questa può generare sia legato a doppio filo al fatto che si tratti di integrazione funzionale e non solo di ottimizzazione di costi. Le grandi strutture stanno facendo integrazione funzionale? Oppure semplicemente razionalizzano le risorse e ridisegnano l’offering verso i propri clienti? Lo vedremo nei prossimi tempi sul campo; sicuramente le sigle indipendenti hanno una marcia in più in termini di reattività e soprattutto in termini di commitment verso il mercato. E come spesso accade, hanno un ruolo di pioniere verso tutte le nuove tendenze lato domanda”.