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Il sito della SIAE hackerato: sottratti oltre 60 gigabyte di dati. Chiesto un riscatto di 3 milioni in bitcoin. Il presidente Giulio Rapetti Mogol: “Non cederemo”

L’agenzia stampa Agi ha rivelato stamattina che nelle scorse settimane c’è stato un attacco hacker contro la SIAE (Società Italiana degli Autori e degli Editori): sono stati esfiltrati circa 70 gigabyte di dati ed è stato chiesto un riscatto per evitarne la pubblicazione. La polizia postale indaga sul caso, attraverso il compartimento di Roma del Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche). La Società degli autori e degli editori, secondo quanto è emerso, era già stata vittima alcune settimane fa di piccoli attacchi, quelli che in gergo sono chiamati phishing, ed era scattata l’allerta dei sistemi di sicurezza.

La Siae non cederà alla richiesta di riscatto, pari a 3 milioni di euro in bitcoin, arrivata il 18 ottobre: “Ci mancherebbe altro che pagassimo un riscatto”, ha dichiarato al Corriere della Sera il presidente della SIAE Giulio Rapetti Mogol. “Stiamo reagendo e indagando, ma si tratta di un’attività illegale a tutti gli effetti che non vogliamo e non possiamo certo incoraggiare”.

L’attacco hacker è stato rivendicato dal gruppo Everest. Sono stati sottratti dati sensibili in una quantità enorme, tra cui carte di identità, patenti, tessere sanitari e indirizzi, che sono stati già messi in vendita sul dark web. Quest’ultimo aspetto è meno frequente: di solito gli hacker tentano prima la strada della monetizzazione trattando con il sito hackerato. Probabilmente il deciso no ricevuto a fatto sì che scegliessero la seconda via possibile, quella della commercializzazione nel Dark Web.

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