Questa mattina è arrivata la comunicazione di FCP-Assointernet relativa agli investimenti del mese di Gennaio 2020. Il quadro generale è quello positivo che ci sarebbe potuto attendere, poiché il periodo non era stato ancora condizionato dal ‘rischio pandemia’ per il Coronavirus che sta galoppando nel nostro Paese.
Ecco allora che il raffronto tra investimenti totali del 2020 e quelli del 2019 vede un rassicurante +4,9%, con una modesta variazione, pari al +0,1%. di quelli destinati al PC fisso, che mantiene comunque una predominanza quantitativa, sfiorando il 70% sul totale di 25.840.000 euro registrati nel mese.
Molto più attivo il Mobile, che presenta un incremento del 15,7% a 8.859.000 euro di spending registrato. In crescita anche la smart tv, che attende l’ormai prossimo passaggio al DVB T2 per irrompere sul mercato nazionale, che mette a segno un rilevante +66,1% su un investimento totale, ahimè, di soli 96 milioni.
Ottimistico comunque il commento del Presidente FCP-Assointernet, Giorgio Galantis, che ha sottolineato come “in un contesto di mercato complesso, registriamo con soddisfazione i dati rilevati dall’Osservatorio FCP-Assointernet nel mese di gennaio, che evidenziano un fatturato in incremento del 4,9%. Nella consapevolezza del peso che possa avere questo primo mese, si tratta comunque di una buona partenza”.
“Riteniamo opportuno ricordare, anche in apertura d’anno”, ha aggiunto nella nota, “come le Concessionarie aderenti ad FCP-Assointernet continuino a lavorare, con audience elevate e formati innovativi, su diverse componenti dell’offerta per garantire prodotti sempre più rispondenti ai driver qualitativi del mercato: Brand safety, Ad fraud, misurabilità di terze parti e trasparenza in primis. Tutto ciò attraverso un dialogo aperto con gli spender e le loro agenzie, così come con le altre Associazioni aderenti al Libro Bianco, a riprova che all’interno del perimetro FCP vi siano tutti i requisiti per poter essere un riferimento ancora più rilevante nelle scelte di investimento di tutte le aziende, dei loro centri media e agenzie, anche e soprattutto in termini di volumi di spesa”.