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Giuseppe Sacco, Vice President Digitouch Technologies, racconta l’approccio innovativo da ‘big della consulenza’ e l’evoluzione delle competenze

La sfida principale di Digitouch Technologies è la continua evoluzione delle skill presenti in azienda, fondamentale per seguire l’evoluzione dei trend tecnologici. Su tale aspetto l’azienda sta facendo un enorme investimento in termini di valorizzazione dei talenti, formazione e welfare. Giuseppe Sacco, Vice President di Digitouch Technologies, ci parla in questa intervista delle caratteristiche distintive del modello operativo della divisone tech di DIGITOUCH, delle sinergie con le altre due divisioni del gruppo, Marketing ed eCommerce, e degli obiettivi del prossimo triennio.

Digitouch Technologies si definisce un ‘abilitatore della trasformazione digitale delle imprese’. Quali sono le vostre main skills?

Sinteticamente Analytics, Automazione e Cloud. Cerco però di declinarle con maggiore dettaglio.
Per noi Analytics è gestione e2e del dato. Dall’acquisizione e organizzazione in moderne data platform (in cloud) all’utilizzo per la rappresentazione delle informazioni (data visualization) o per alimentare un motore di Machine learning piuttosto che generare insight per aiutare le aziende a individuare le giuste azioni di business.
La nostra ‘Automation factory’ segue progetti di ottimizzazione dei processi aziendali tramite realizzazione di moderne piattaforme tecnologiche: business process manager, low code platforms ed interfacce multicanale (mobile, desktop, wearable, etc.).
La divisione cloud aiuta i clienti nella ‘Cloud journey’. Setup e porting delle piattaforme in ambienti multicloud, gestione delle applicazioni e monitoraggio degli indicatori di consumo del servizio cloud.

Nell’ambito delle vostre competenze principali – Analytics, Automazione e Cloud – come vi distinguete nel contesto competitivo e quali gli obiettivi che volete raggiungere?

Le tre main skill sono ormai i trend tecnologici del momento e il contesto competitivo è veramente sfidante. Le caratteristiche distintive sono la completezza dell’offerta comparata alla nostra dimensione di PMI che ci permette di essere veloci a livello di execution. Inoltre, rispetto ad altri competitor riusciamo a unire la tecnologia alle altre skill di gruppo molto vicini al business delle aziende (marketing ed eCommerce)

Come sfruttate al meglio l’integrazione con le altre due divisioni del gruppo, Marketing ed eCommerce?

Sin dall’ideazione della nuova struttura societaria declinata appunto in Tecnologia, Marketing ed E-commerce (il modello MTE), abbiamo definito una vera e propria offerta integrata di gruppo. Ormai in quasi tutti i progetti abbiamo un approccio sinergico a partire dalla fase di analisi della richiesta, sino all’implementazione della soluzione.
Una struttura a matrice in cui le risorse delle tre divisioni lavorano insieme all’area mercato riuscendo, così, a garantire ai clienti un team multidisciplinare, verticale per industry, in grado di comprendere meglio le esigenze dei clienti e, soprattutto, di portare valore. Di fatto un approccio da ‘big della consulenza’ declinato però in modo molto efficace grazie alla nostra organizzazione molto snella e semplificata.

Una delle sfide principali delle aziende oggi e quella di attrarre nuovi talenti ed essere, allo stesso tempo, in grado di farli crescere, rimanendo al passo con la continua evoluzione dei trend tecnologici, senza dimenticare il lato ‘umano’. Voi cosa fate in questo senso e quali investimenti mettete in campo?

Crediamo molto nel welfare, nella delocalizzazione, nella flessibilità e nell’orientamento al risultato (non alla forma). Abbiamo aperto un delivery center in Sicilia per attrarre i talenti locali e permettere loro di vivere, se vogliono, in un ambiente molto più a misura d’uomo.
Abbiamo un modello di smart working molto flessibile che adottavamo anche prima del covid su specifiche esigenze. Ora lo abbiamo standardizzato ed esteso. Stiamo, inoltre, avviando delle politiche di welfare legate al risultato aziendale e individuale. Vogliamo che i talenti si sentano parte di un progetto e che non siano solo dei numeri.

Il contesto competitivo in cui operate rende indispensabile creare partnership con i grandi player tech che operano nei vostri ambiti di interesse. Dagli analytics, alla Process Automation, dalla cloud adoption alla marketing intelligence: chi sono i vostri partner? Quali le opportunità e quali, invece, i rischi (se ce ne sono) di tali collaborazioni?

Sono ormai anni che puntiamo a partnership con big vendor del settore tech. Abbiamo una partnership storica in ambito analytics con SAS e ora stiamo ampliando l’ecosistema su temi di Analytics e Cloud con Amazon e Google. In ambito automation oltre alla partnership storica con Tibco stiamo collaborando molto con Appian, UIpath e Adobe.
Le opportunità sono molteplici. Riusciamo a far crescere i nostri talenti mediante percorsi privilegiati di training e certificazione. Collaboriamo in fase di solutioning per disegnare la migliore soluzione per il cliente. Abbiamo anche collaborazioni con big player di system integration, italiani e internazionali. In tal caso le opportunità si sintetizzano nella possibilità di avere accesso a grandi programmi di trasformazione IT, d’altra parte persiste il rischio è di essere fagocitati in termini di risorse e visibilità sul cliente.
Per il momento, comunque, le collaborazioni sono sempre state molto trasparenti e bidirezionalmente proficue. Proprio per questo vogliamo proseguire su questa strada, così da poter continuare ad avere un ruolo centrale nel mercato tecnologico dei ‘grandi’.

Parlando dei vostri clienti, quali sono i mercati verticali in cui operate attualmente? Quali tra questi hanno maggiori potenzialità in ottica futura e in quali, invece, prevedete ulteriori sviluppi?

Storicamente abbiamo lavorato molto in ambito bancario su tematiche analitiche e su grandi aziende italiane in ambito Energetico e Postale. Ora stiamo diversificando il portafoglio sulle Telco, la GDO e la PA. L’obiettivo del prossimo triennio è aumentare molto la presenza in ambito PA per sfruttare le opportunità del PNRR. Riteniamo che possiamo dare un contributo alla crescita digitale del Paese.