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Acqua Group: ecco come le attività di comunicazione retail ottengono molto più della sola brand activation. Mai pensato alla lead generation?

Più volte abbiamo sottolineato come le operazioni di comunicazione intraprese nei luoghi del retail abbiano come obiettivo la ‘brand activation’ dei marchi protagonisti delle iniziative.

Tutte le attività di engagement messe in atto raggiungono però anche un ulteriore obiettivo, non sempre così palese, nonostante sia valore aggiunto di importanza primaria, parliamo della ‘lead generation’.

Operazioni concorsuali, di gaming, di intrattenimento generico, tutte hanno una ‘entry fee’ che i clienti attuali o potenziali devono pagare: lasciare i propri dati per poter accedere alle iniziative.

E in era di targettizzazione, dialogo, personalizzazione, big data, sono proprio loro il vero patrimonio derivante dal ‘Settimo media’.

I contatti ottenuti, ovviamente sempre in ottemperanza con la legge sulla privacy, infatti, possono essere utilizzati in fasi successive allo specifico progetto che li ha generati.  Per nuove campagne promozionali, newsletter, campagne digitali, ricerche di mercato. Insomma, un tesoro inestimabile a vantaggio di tutto il marketing.

Ma la chiave per ottenere leads qualificati sta nel mettere in atto iniziative di engagement targettizzate e studiate ad hoc per il pubblico che si voglia raggiungere.

Il numero non è sinonimo di qualità, ‘meglio pochi ma buoni’ non è frase consolatoria, ma filosofia alla base di tutte le  attività, almeno se si vuole siano di successo.

Ottenere tantissimi nominativi, infatti, significa solo che stiamo continuando a sparare nel mucchio, ottica, quindi, ben lontana dalla logica delle meccaniche di brand activation.