Gaming

L’Osservatorio Italiano Esports (OIES) illustra in Parlamento i contenuti del primo White Paper sugli Esports: ecco le 10 proposte per lo sviluppo del settore in Italia

Un programma in dieci punti per consentire lo sviluppo del settore Esports in Italia. È quanto emerso dalla conferenza stampa di presentazione del White Paper degli Esports e del Gaming in Italia, redatto dall’Osservatorio Italiano Esports con il contributo di oltre 70 operatori del settore, e presentato alla Camera dei deputati.

Dalle norme per riconoscere il lavoro dei pro player e il loro inquadramento fiscale, alla regolamentazione di tornei e competizioni, passando per i temi dell’inclusione femminile fino al sostegno degli sviluppatori di videogiochi, intesi come forma d’arte: il White Paper ha abbracciato tutte le criticità che impediscono al settore di progredire, fornendo alle forze politiche presenti in Parlamento proposte risolutive.

Sette le aree di intervento identificate dall’OIES, ciascuna delle quali si concentra su un aspetto cruciale dell’ecosistema degli eSports in Italia: Regolamentazione, Professioni Esportive, Industria Esports, Inclusività e Sostenibilità, Promozione della cultura del gaming, Nuove Tecnologie e Sostegno agli Sviluppatori di Videogiochi.

Come illustrato durante la conferenza da Luigi Caputo, Founder e CEO dell’Osservatorio Italiano Esports, questo White Paper rappresenta una collaborazione senza precedenti tra più di 70 operatori del settore che, per la prima volta, hanno collaborato e unito le forze con l’obiettivo di affrontare le sfide fondamentali dell’industria degli eSports in Italia.

Luigi Caputo, OIES

Un programma di proposte in 10 punti

Il White Paper, che conta oltre 300 pagine di analisi e proposte, ha raccolto esperienze e sensibilità da ogni tipologia di operatore del mercato eSports. Dalla sintesi delle varie posizioni, è scaturito un programma di proposte in dieci punti da parte degli operatori del settore, che Caputo ha illustrato durante la conferenza.

1) Individuare una regolamentazione adeguata per gli eSports su aspetti come:
• regole chiare sui montepremi delle competizioni
• schemi di contratto e inquadramento fiscale dedicati ai pro player e alle professioni eSports
• risoluzione della vicenda ‘LAN Gate’ con conseguente individuazione di norme per l’apertura di sale dedicate agli eSports
• attuare un riconoscimento parziale del settore come sport, che tenga però in considerazione le peculiarità specifiche dell’attività eSportiva
• tutela della privacy e contrasto ai fenomeni come doping, match fixing, cheating

2) Individuare piani di fine carriera per i pro player e conseguente inserimento nel mercato del lavoro. Assicurare loro supporto fisico e psicologico da parte dei team eSports.

3) Promuovere una maggiore inclusione della community femminile, abbattendo fenomeni negativi come bullismo online, gender swap, discriminazioni, e favorendo la nascita di tornei misti.

4) Diffondere l’educazione al gaming verso scuole e famiglie, abbattendo gli stereotipi negativi attraverso programmi che utilizzino il gaming come attività formativa e di sviluppo delle abilità cognitive dei ragazzi.

5) Includere il gaming nel curriculum scolastico e favorire la collaborazione con scuole e università attraverso tornei e squadre eSports.

6) Creare infrastrutture che possano ospitare competizioni nazionali e internazionali. Riconoscere una Lega Esports nazionale che possa facilitare l’accesso a questo mercato. Favorire la collaborazione tra operatori, federazioni sportive e operatori pubblici e privati.

7) Prevedere misure fiscali che possano supportare lo sviluppo del settore come:
• l’estensione del tax credit agli operatori eSports e gaming
• definire salari minimi per i pro player e le figure professionali del settore
• sviluppare indicatori di performance da inserire nella rendicontazione sociale delle aziende del mercato
• favorire la gender equality.

8) Riconoscere i videogiochi come forma d’arte e istituire una Game Commission che possa promuovere finanziamenti volti alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano attraverso il gaming

9) Favorire l’adozione delle nuove tecnologie, come la blockchain, per migliorare la sicurezza dell’ecosistema e la qualità dei videogiochi. Agire per diminuire il digital divide e l’accesso alle reti veloci internet.

10) Ripristinare iniziative pubbliche come il First Playable Fund per sostenere economicamente gli sviluppatori indipendenti di videogiochi. Promuovere bandi e finanziamenti attraverso una piattaforma dedicata ai progetti gaming. Semplificare la burocrazia per incentivare gli investimenti nel settore.

L’iniziativa è stata salutata con favore dai deputati Valentina Barzotti e Antonio Caso del Movimento 5 Stelle, che hanno accompagnato e supportato l’Osservatorio Italiano Esports in questo percorso di avvicinamento del settore Esports alla politica. I deputati hanno ricevuto una copia del White Paper certificata in blockchain, e raccolto le proposte da parte degli operatori. Entrambi hanno espresso vicinanza a questo mondo, sottolineando quanto i temi dell’innovazione e del digitale siano da sempre centrali nell’azione politica del M5S.

Proprio con la blockchain l’Osservatorio Italiano Esports ha aggiunto un carattere di assoluta innovazione al White Paper. La pubblicazione, grazie alla collaborazione della tech company KNOBS, è stata progettata per essere trasferita in blockchain. Come spiegato da Vincenzo Rana, co-founder e CEO di KNOBS, il trasferimento in blockchain del White Paper ha consentito di certificare il documento come integro, autentico, immodificabile, non riproducibile e verificabile in qualsiasi momento da chiunque abbia accesso al sistema. Grazie a questa innovazione, l’Osservatorio Italiano Esports ha raggiunto un altro risultato storico, presentando per la prima volta una pubblicazione in blockchain in Parlamento.

Una copia certificata in blockchain del White Paper è stata consegnata ai deputati del M5S, mentre un’altra è stata donata alla Biblioteca della Camera dei Deputati, in modo da essere pubblicamente consultabile e disponibile a tutte le forze politiche.

La conferenza poi è stata arricchita da alcune figure di spicco del mercato eSports italiano. Sono intervenuti Giorgio ‘Pow3r’ Calandrelli, lo streamer più seguito in Italia con 4.6 milioni di follower tra tutte le piattaforme social, Nicolò ‘Insa’ Mirra, pro player Atalanta Esports, e Giorgia Casciaroli, campionessa europea di eFootball. Tutti hanno raccontato le proprie esperienze da pionieri del settore, mostrando le difficoltà che l’attuale generazione di player italiani deve affrontare per potersi affermare. Le criticità evidenziate nel White Paper sono alla base di questi ostacoli, che impediscono una piena definizione delle loro attività come lavoro.

Infine, sono stati condivisi i dati sul mercato eSports in Italia, grazie alla ricerca condotta da YouGov Italia.

Stefano Russo, Sales Director di YouGov Italia, ha illustrato come il fenomeno Esports e Gaming stia continuando a crescere dopo il periodo COVID, coinvolgendo non solo i giovani, ma anche fasce d’età più adulte come gli over 35. In generale il fenomeno interessa 2,2 milioni di persone in Italia, di cui il 22% è donna, percentuale inferiore rispetto alla media europea del 31%. Gli appassionati sono maggiormente attenti ai temi della sostenibilità e dell’inclusività rispetto alla popolazione generale italiana.

“Oggi è stata scritta la storia dei videogiochi in Italia”, commenta nella nota Luigi Caputo, Founder e CEO dell’Osservatorio Italiano Esports. “Come hanno riportato i dati presentati durante la conferenza e le testimonianze degli esperti che hanno partecipato al White Paper, in Italia c’è davvero tanto da fare per risolvere i problemi del settore. Con questa pubblicazione abbiamo dimostrato che un approccio corale e collaborativo è possibile, uscendo dalle vecchie logiche di interessi di parte che hanno sempre condizionato questo mondo nel nostro Paese. Apriamo una nuova pagina per gli eSports in Italia, chiamando all’azione la politica che ora, attraverso il nostro White Paper, ha tutti gli strumenti conoscitivi necessari per poter agire. Occorre impostare subito una visione per il sistema Italia, così come sta avvenendo in altri Paesi europei. L’OIES continuerà a dare il suo contributo e a presentare altre iniziative per il bene di tutti gli operatori del settore”.