Campagne

Clash Royale trasforma 10.487 palloncini in un campo di battaglia surreale

La campagna firmata da Uncommon Creative Studio e Blinkink punta tutto sulla produzione reale: zero CGI, solo craft e tensione cinematografica

Un campo di battaglia fatto di palloncini, fragile e imprevedibile, dove ogni istante può esplodere. È da questa tensione che nasce la nuova campagna di Clash Royale, che trasforma uno degli elementi più famosi del gioco – la Balloon card – in un’esperienza visiva completamente reale. Firmato da Uncommon Creative Studio Stoccolma insieme alla casa di produzione Blinkink, il progetto abbandona completamente la CGI per costruire un mondo fisico composto da 10.487 palloncini veri.

Un mondo reale dove tutto può scoppiare

Diretto da Sam Gainsborough, lo spot porta sullo schermo un universo tanto ludico quanto inquietante. Goblin, Barbari e Re prendono vita sotto forma di sculture gonfiabili, in un equilibrio costante tra ironia e tensione. Il risultato è volutamente imperfetto: superfici che si deformano, volumi che cambiano, materiali che reagiscono. Una scelta che rompe con l’estetica iper-lucidata della pubblicità gaming contemporanea, restituendo una sensazione più fisica e instabile.

Il ritorno del craft nell’era digitale

A dare forma al progetto è il collettivo Airigami, specializzato in installazioni realizzate interamente con palloncini. In meno di una settimana, il team ha costruito personaggi e ambienti, lavorando con un materiale tanto spettacolare quanto difficile da controllare. Ed è proprio questa fragilità a diventare linguaggio creativo: l’aria che lentamente si disperde, la pressione che aumenta, la forma che cede.

Tra horror e assurdo: una tensione continua

Il film gioca apertamente con codici visivi da cinema horror: primi piani estremi, angolazioni drammatiche e movimenti di macchina che amplificano l’ansia. I personaggi si gonfiano oltre il limite, spingendo contro l’inquadratura stessa, mentre il sound design accentua ogni scricchiolio e deformazione. A rendere il tutto ancora più straniante, la colonna sonora: 99 Luftballons, che accompagna la scena con un contrasto surreale.

Un climax esplosivo (in slow motion)

Il payoff arriva nel finale: esplosioni di palloncini riprese a 1.000 frame al secondo, con frammenti che attraversano lo schermo come schegge elastiche. Un momento tanto spettacolare quanto fisico, che restituisce tutta la potenza di una scelta produttiva controcorrente.

Oltre il film: un ecosistema social

La campagna si estende anche sui social, con contenuti pensati per amplificare la natura visiva e condivisibile del progetto, mantenendo intatta la sua identità artigianale.