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Wipe or Wash? Con Bidetlity le abitudini igieniche occidentali diventano un incubo quotidiano

La startup berlinese lancia 'The Wipemare', un film AI che usa satira e dissonanza visiva per mettere in discussione uno dei gesti più radicati della cultura occidentale: l’uso della carta igienica al posto dell’acqua

Dopo aver fatto discutere con la campagna Clean Kissdi cui abbiamo già parlato qui – il brand berlinese torna a lavorare sull’attrito tra abitudini quotidiane e percezione culturale, spingendo ancora una volta la conversazione oltre il perimetro del bagno.

La nuova campagna si sviluppa attorno a ‘The Wipemare‘, un film che costruisce un universo distorto e disturbante in cui la logica della pulizia viene ribaltata: lo sporco non viene rimosso, ma ‘trascinato’ e redistribuito. Auto, piatti e pavimenti diventano parte di una quotidianità apparentemente normale, che però si incrina progressivamente fino a generare disorientamento.

Il ribaltamento della normalità

Il risultato è un cortocircuito percettivo: ciò che inizialmente appare assurdo finisce per risultare familiare. Fino a rendere inevitabile la domanda che attraversa l’intero progetto: perché un principio valido in ogni altro ambito della vita quotidiana viene messo in discussione quando si parla di igiene intima?

“Più del 70% della popolazione mondiale utilizza già l’acqua per la pulizia personale”, spiega in una nota Corinna Jänsch, Head of Brand di Bidetlity. “In molte culture occidentali, invece, questo tema è rimasto sorprendentemente immutato. Volevamo portare questa contraddizione fuori dal bagno, per mostrarne l’assurdità quando viene applicata alla vita quotidiana”.

AI come strumento di straniamento culturale

Un elemento centrale del progetto è l’uso dell’intelligenza artificiale generativa, impiegata per costruire un mondo visivamente coerente ma percettivamente instabile. La regia e la direzione artistica sono affidate al director e prompt artist Axel Schilling, in collaborazione con la produzione berlinese LeBerg. In questo contesto, l’AI non è un effetto stilistico, ma un dispositivo narrativo che amplifica la distorsione del reale.

Diffusione e sviluppo della campagna

La campagna si sviluppa attraverso un hero film, una piattaforma dedicata e una serie di contenuti social distribuiti su YouTube, Instagram e TikTok.