Interviste

OOH: ‘Art Station’, il nuovo storytelling urbano che unisce arte, brand, persone e territori

Outdoora, media company della creatività urbana, partecipata da LMDV Capital, il family office di Leonardo Maria Del Vecchio, lancia cinque nuovi spazi media nelle stazioni italiane trasformando l’OOH in esperienza immersiva, culturale e partecipativa. Grazie alla street art

L’Out Of Home non è solo uno spazio pubblicitario. E’ linguaggio culturale, racconto urbano capace di connettere brand, persone e territori attraverso l’arte. È da questa visione che nasce ‘Art Station’, il nuovo ecosistema media firmato Outdoora, che porta la creatività urbana nei principali hub ferroviari italiani, trasformando le stazioni in palcoscenici. Cinque i nuovi spazi media in lancio: Milano Porta Garibaldi, Torino Porta Susa, Padova Centrale, Roma Ostiense e Napoli Afragola.

Dall’OOH tradizionale a un ecosistema narrativo

Il cuore del progetto è una visione precisa: costruire uno storytelling che vada oltre la semplice esposizione pubblicitaria. Attraverso murales, installazioni artistiche, ledwall immersivi e contenuti digitali, Outdoora crea campagne capaci di vivere contemporaneamente nello spazio fisico e nell’ecosistema digitale. La street art diventa il trade union tra brand e persone, generando empatia, coinvolgimento e condivisione spontanea. Non si tratta solo di occupare uno spazio media, ma di renderlo vivo, trasformandolo in un’esperienza che il pubblico attraversa, fotografa, racconta e amplifica online. Una filosofia che ha già portato la media company milanese, nata nel 2023, a collaborare con oltre 80 brand e più di 40 artisti italiani e internazionali, sviluppando progetti in Italia e all’estero.

Le cinque nuove Art Station

Le cinque stazioni selezionate rappresentano i nuovi snodi della comunicazione urbana contemporanea. Non solo luoghi di transito, ma ambienti architettonici progettati per convogliare flussi, attenzione ed esperienze. A Milano Porta Garibaldi debutta The Corner, il più grande ledwall 3D d’Europa, un impianto da 350 mq progettato per contenuti anamorfici. A Torino Porta Susa prende forma The Dome, il più grande impianto OOH della città con oltre 245 mq di superficie. Completano il network Padova Centrale, crocevia strategico del Nord-Est, Roma Ostiense, hub contemporaneo della Capitale, e Napoli Afragola, l’iconica stazione firmata da Zaha Hadid che rappresenta la nuova porta del Sud Italia. Nel complesso, il network raggiunge oltre 324 milioni di contatti l’anno, offrendo ai brand una copertura nazionale integrata tra fisico e digitale.  Arte urbana, sostenibilità e partecipazione. il nuovo valore dell’OOH Il progetto Art Station nasce anche da una riflessione sul ruolo sociale della comunicazione urbana. Per Outdoora, infatti, il valore di una campagna non si misura soltanto in termini di audience o visibilità, ma nella capacità di generare un impatto positivo sul territorio. I murales e le installazioni artistiche trasformano pareti anonime in opere che migliorano la percezione degli spazi pubblici, rendendo le città più vive, riconoscibili e identitarie. Allo stesso tempo, la scelta delle stazioni ferroviarie rafforza una visione coerente con i nuovi modelli di mobilità sostenibile, intercettando un pubblico sempre più sensibile ai temi ambientali, sociali e culturali. La comunicazione diventa quindi sostenibile non solo per il mezzo scelto, ma anche per il valore relazionale che genera tra comunità, artisti e brand.

Oltre lo spazio fisico

La realizzazione stessa delle opere diventa parte dello storytelling, gli artisti lavorano dal vivo, il pubblico osserva, fotografa, interagisce e documenta il processo creativo. Questo meccanismo genera un’amplificazione organica che supera i limiti fisici dell’installazione e trasforma l’OOH in esperienza omnicanale. L’opera urbana non vive soltanto nella città, ma continua il suo racconto online attraverso social media, contenuti editoriali e media partnership.

Rapporto con brand e agenzie

Come al microfono di youmark spiega Filippo de Montis, ceo Outdoora, sono tre i modelli di ingaggio: ”con i brand che hanno già una creatività definita, lavoriamo insieme alla loro agenzia, il nostro apporto è  identificare gli artisti che sanno meglio interpretare e realizzare la creatività richiesta. Il secondo modello è ibrido, ossia l’azienda e l’agenzia hanno una creatività ma vogliono instillare in essa un tocco di street art, così ingaggiano i nostri artisti per rivedere insieme il progetto. Infine, il modello in cui il brand ci ingaggia sia dall’inizio, insieme con la sua agenzia o autonomamente, per creare ex novo una creatività e un palinsesto di comunicazione”.