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Pier Silvio Berlusconi, presidente di MFE – MediaForEurope, ha presentato mercoledì sera la nuova strategia pan-europea del gruppo. Il piano è stato scritto personalmente dal ristretto gruppo del top management per rispondere in modo tempestivo e concreto alle pressioni poste degli Over The Top e all’evoluzione dei consumi multimediali, basata su quattro pilastri fondamentali.
Il ‘core business’ mai abbandonato: investimenti e spinta editoriale sulla TV
Il presupposto centrale è riaffermare l’identità del gruppo: “Prima di tutto, noi siamo editori. Siamo editori televisivi”, ha ribadito Pier Silvio, spiegando che MFE ha deciso di investire in controtendenza sul prodotto televisivo lineare e generalista. Berlusconi ha evidenziato come la TV italiana (grazie al duopolio competitivo Rai-Mediaset) abbia resistito all’urto delle piattaforme streaming rispetto ai mercati spagnolo e tedesco, dove i broadcaster locali hanno preferito “tirare a campare”. L’obiettivo è applicare la stessa spinta editoriale italiana per “riaccendere” i canali della Spagna e quelli di ProSiebenSat.1 in Germania.
La strategia fa leva sul consolidamento dei risultati in Italia, dove Mediaset registra una crescita netta dello share negli ultimi 5 anni sia nelle 24 ore (+3,1 punti) sia in prime time (+4,9 punti) rispetto alla stagione 2020/2021. Questo si traduce in una quota di mercato nei contatti pubblicitari (GRP) pari al 55,8% nel 2026.

Integrazione internazionale e sinergie societarie
Attraverso il controllo di ProSiebenSat.1 in Germania e l’ingresso nell’emittente portoghese Impresa, MFE ha raggiunto una dimensione pro-forma di 6,7 miliardi di euro di ricavi (base 2025), superando competitor europei come TF1, M6 e ITV.
L’obiettivo originariamente comunicato al mercato prevedeva sinergie di costo e ricavo comprese tra i 261 e i 315 milioni di euro in 4 anni, con un target di 30 milioni per il 2026. MFE dichiara di aver ampiamente superato le scadenze: nel 2026 sono già state raggiunte sinergie di costo per ~60 milioni (avanti di un anno sulla tabella di marcia) e ulteriori efficienze per ~100 milioni, per un totale di 160 milioni di euro.
Il gruppo sta operando una profonda semplificazione societaria mirata a ridurre il numero delle partecipazioni (attualmente intorno a 130). Questo processo riduce nominalmente i ricavi di alcune attività non strategiche ma innalza la marginalità e libera risorse da reinvestire nei contenuti.
Creazione di contenuti che siano ‘nativamente’ crossmediali
Berlusconi ha sottolineato come l’evoluzione digitale e l’intelligenza artificiale rappresentino una grande opportunità, ma anche il rischio di produrre molte ‘vittime’ di mercato. La risposta non consiste nel copiare passivamente i colossi del web, ma nel produrre internamente contenuti (informazione, intrattenimento, cinema) capaci di nascere in TV ed essere immediatamente pronti a performare su tutti i canali digitali.
In Italia la forza digital del gruppo è supportata da 10 miliardi di video visti nella stagione 2025-2026, 90 milioni di follower complessivi e 162.000 contenuti digitali nativi distribuiti. Nei social network italiani, 4 dei primi 5 programmi d’intrattenimento per video views sono brand Mediaset (Verissimo, Grande Fratello, Amici, Zelig).
Sviluppo di un’unica piattaforma digitale europea
L’obiettivo finale di MFE è opporre ai grandi Over The Top globali (YouTube, Netflix, Prime Video) una piattaforma digitale unica europea, dotata di una reach crossmediale di livello superiore.
In Italia il sistema crossmediale Mediaset vanta una copertura netta mensile sulla popolazione del 96,0%, staccando YouTube (70,6%), Netflix (28,2%) e Prime Video (25,8%). Su scala europea, il network integrato MFE raggiunge una copertura netta mensile di 183 milioni di utenti, contro i 146 milioni complessivi generati dall’aggregato di YouTube, Netflix e Prime Video messi insieme nei territori presidiati.
Bilancio e sostenibilità occupazionale
A dimostrazione della sostenibilità economica del progetto pan-europeo, Berlusconi ha concluso riassumendo la crescita del gruppo nel quinquennio 2020 vs 2025:
- Ricavi: da 2.637 milioni di euro a 6.562 milioni di euro (+149%).
- Utile Netto: da 139 milioni di euro a 301 milioni di euro (+117%).
- Personale: la forza lavoro impiegata in Europa è passata da 4.906 a 11.798 dipendenti (+140%).
- Dividendi: sono stati distribuiti cedole cumulative agli azionisti per oltre 1.100 milioni di euro nel periodo di riferimento.
Chi fosse interessato ai palinsesti per il 2026/27, presentati nella serata, troverà qui in allegato una sintesi.
di Massimo Bolchi