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Netflix: in Italia 10,5 milioni di spettatori attivi mensili

Le campagne advertising su Netflix ottengono risultati di awareness tre volte più alti e di ricordo della pubblicità 5,6 volte maggiori rispetto al benchmark

Evita Barra
Evita Barra

“L’87% degli utenti che visualizzano pubblicità torna su Netflix ogni settimana, dimostrando un’abitudine di visione costante e attiva che si protrae per tutto l’anno, slegata dal successo di singoli titoli”, ha dichiarato Evita Barra, Head of Advertising Italy al primo evento di Netflix Ads in Italia, ‘Spotlight’, tenutosi giovedì sera all’Angelicum di Milano. “Netflix si posiziona così al primo posto per livello di coinvolgimento, superando il tempo medio speso sulla piattaforma rispetto agli altri servizi di streaming concorrenti”.

Lo confermano i dati: una metanalisi su più di 150 studi su Netflix ha dimostrato che, rispetto alla media del mercato, le campagne su Netflix ottengono risultati nettamente superiori (awareness tre volte più alta, ricordo della pubblicità 5,6 volte maggiore, che portano ad una brand consideration 8,4 volte superiore e un intent 3,2 volte più elevato).

Il ruolo dell’AI nell’advertising

“L’intelligenza artificiale e il machine learning, storicamente utilizzati per consigliare i contenuti agli utenti, vengono applicati alla tecnologia pubblicitaria per consentire ai brand di raggiungere il pubblico target nel momento migliore, sfruttando i segnali e i dati generati in tempo reale”, ha proseguito Barra. “Attraverso la Netflix Ads Suite consentiamo agli inserzionisti di raggiungere il pubblico giusto al momento giusto integrando dati di prima parte, segnali comportamentali in tempo reale e targeting avanzato”.

“Netflix sta inoltre testando nuovi annunci personalizzati che si adattano dinamicamente in base ai comportamenti di visione degli utenti, rendendo la comunicazione più rilevante e contestuale, e ampliando l’offerta di formati e spazi pubblicitari”.

“Ma ancora, novità non meno rilevante”, ha concluso Barra, “Netflix punta con decisione sui contenuti live (boxe, tennis, show dal vivo): in autunno, in occasione della trasmissione di The Six Kings Slam, le aziende avranno per la prima volta l’opportunità di pianificare campagne pubblicitarie su un evento live trasmesso in Italia”.

Le novità per i brand

Inoltre, il modello con pubblicità verrà esteso a 15 nuovi mercati (dopo tre anni in cui era rimasto limitato ai 12 paesi del lancio iniziale), di cui 9 nella regione EMEA, insieme a tre nuove destinazioni per i brand:

  • Clips: Video verticali per dispositivi mobili (teaser e highlight) pensati per ispirare gli utenti nella scelta dei contenuti.
  • Tudum: La piattaforma editoriale per i fan (che conta oltre 24 milioni di visualizzazioni mensili), ripensata per connettere i brand alle community.
  • Podcast: Integrazione sulla piattaforma di podcast originali legati alle serie di punta (come One Piece) e interviste ai talent.

L’ingresso in forze della TVC nel mercato della pubblicità

Sul palco, in una dialogo serrato con Stefania Duico, Senior Director Marketing per l’Italia e la Grecia in Netflix, Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, e Alessandro Stoppa, Managing Director Italy di AudienceProject, si sono interrogati su tre domande chiave: dove investire, come conquistare davvero l’attenzione, come misurare.

I dati del 2025 indicano che il mercato digitale complessivo italiano ha raggiunto il 15,8%, con il 53% degli investimenti totali convogliati sul digitale; per il 2026 si prevede una crescita ulteriore fino al 56%. Il video si conferma come il primo formato pubblicitario in Italia (rappresentando oltre il 50% della spesa pubblicitaria negli ultimi tre anni), guidato soprattutto dalla forte penetrazione della televisione connessa.

L’offerta complessiva legata a Smart TV, servizi streaming e spazi pubblicitari dei produttori di device raccoglie oggi 700 milioni di euro di fatturato pubblicitario in Italia (circa il 6% del mercato complessivo). L’acquisto in programmatic è ormai consolidato nel digital advertising e sta portando forti vantaggi di targetizzazione e ottimizzazione anche negli ambienti video e di Connected TV.

La CTV offre un posizionamento sicuro per i brand e consente di gestire in modo ottimale la copertura e la frequenza, intercettando in modo efficiente i cosiddetti utenti ‘esclusivi’ cioè coloro che non si raggiungono tramite i media tradizionali. Grazie al programmatic e alle informazioni rilasciate dagli abbonati durante l’utilizzo dei servizi di streaming, è invece possibile pianificare campagne basate su dati precisi relativi al device e al nucleo familiare, mentre la TV connessa abilita nuovi formati pubblicitari interattivi, in grado di unire il branding alla conversione immediata.

“Agenzie e brand rischiano di operare nel nuovo contesto della CTV utilizzando metriche o logiche obsolete derivate dal web tradizionale. È necessaria un’evoluzione culturale, organizzativa e di governance del marketing nei prossimi 10 anni”, ha sottolineato Duico. “Per far crescere un brand non basta più una singola metrica: la reach serve a costruire la disponibilità mentale sul mercato, mentre la qualità del contatto ne amplifica l’efficacia e la memorizzazione. Le agenzie devono quindi unire metriche quantitative solide a metriche qualitative per prendere decisioni più consapevoli”.

La creatività italiana ha una marcia in più

Tinny Andreatta, Vicepresidente dei contenuti italiani di Netflix, ha infine sottolineato quanto l’azienda, sin dall’inizio del suo percorso in Italia, abbia investito con convinzione nel Paese e nell’ecosistema creativo nazionale, e ha ribadito che questo impegno non rallenterà.

Per chi fosse interessato a scoprire la novità di Netflix ‘made in Italy’ in arrivo, può trovare qui una sintesi.

di Massimo Bolchi