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Negli ultimi anni la Media Curation è diventata una delle principali risposte alla crescente complessità dell’Open Web. Deal ID, marketplace privati e inventory selezionate hanno consentito agli advertiser di esercitare un maggiore controllo sulla qualità delle attivazioni.
Parallelamente, però, l’ecosistema programmatic si è fatto sempre più articolato, con un numero crescente di SSP, percorsi di acquisto sovrapposti e livelli di intermediazione spesso difficili da governare. Per Qrate, la sfida non consiste nell’aggiungere nuovi livelli di offerta, ma nel ripensare il modo in cui domanda e offerta si incontrano. In quest’ottica, la Supply Path Optimization rappresenta solo il primo passo.
Oltre la Supply Path Optimization
Per Qrate, la sfida non consiste nell’aggiungere nuovi livelli di offerta, ma nel ripensare il modo in cui domanda e offerta si incontrano. In quest’ottica, la Supply Path Optimization rappresenta solo il primo passo. L’evoluzione naturale è il Supply Design: un approccio che va oltre l’ottimizzazione dei percorsi di acquisto e introduce una logica di progettazione della supply, nella quale l’architettura programmatica viene costruita a partire dagli obiettivi di business del brand.
Dalla curation alla progettazione della filiera
A differenza della curation tradizionale, focalizzata sulla sola selezione dell’inventory, Qrate applica questo approccio attraverso un modello che integra selezione delle SSP, qualità editoriale, segnali contestuali, strategie omnicanale, configurazione della domanda lato DSP e controllo dell’intera catena del valore. L’obiettivo non è semplicemente offrire accesso a inventory premium, ma costruire infrastrutture media in grado di generare risultati misurabili e coerenti con le esigenze dei brand. In questa prospettiva, il ruolo dei player della curation è destinato a evolvere da aggregatori di inventory a partner strategici capaci di orchestrare l’intera filiera programmatica.
“Per anni il mercato ha gestito la complessità del programmatic intervenendo a valle delle transazioni. Oggi crediamo che il vero cambiamento sia intervenire a monte, progettando ecosistemi media capaci di generare valore prima ancora dell’attivazione delle campagne”, conclude nella nota Massimo Rugarli, Managing Director di Qrate.
Il futuro della media curation
La direzione che, secondo Qrate, sta emergendo nel mercato è chiara: il valore della curation non sarà più misurato dalla quantità di inventory accessibile, ma dalla capacità di trasformare la complessità dell’ecosistema programmatico in percorsi media progettati per generare risultati concreti, spostando il focus dalla semplice selezione degli spazi pubblicitari alla progettazione strategica dell’intero processo di acquisto media.