Mercato

MADS lancia MASAI, la nuova divisione dedicata al Generative Marketing

La nuova unit nasce per supportare brand e aziende nell’impatto dell’intelligenza artificiale generativa su visibilità, comunicazione e performance digitali

Masai powered by Mads

La nascita di MASAI si inserisce in un contesto in cui le modalità di ricerca e scoperta delle informazioni stanno cambiando rapidamente. Gli utenti utilizzano sempre più spesso strumenti conversazionali e assistenti AI per ottenere risposte su prodotti, servizi e aziende.

Questo scenario amplia il perimetro della visibilità digitale, che non dipende più soltanto da motori di ricerca, campagne paid e social media, ma anche da risposte generate da modelli linguistici e sistemi conversazionali.

Un approccio alla Generative Engine Optimization

Al centro dell’offerta c’è la GEO – Generative Engine Optimization, un insieme di attività dedicate a migliorare la presenza e la rilevanza dei brand nei risultati generati dai sistemi di intelligenza artificiale. Le attività includono audit della presenza nei principali ambienti conversazionali, analisi delle fonti informative, ottimizzazione dei contenuti e supporto alla readiness in scenari di agentic commerce e advertising AI-enhanced.

Dalla SEO alla visibilità generativa

L’obiettivo non è sostituire le discipline esistenti, ma estenderle. SEO, content strategy, advertising, analytics e digital strategy restano centrali, ma vengono ripensate alla luce dei nuovi comportamenti degli utenti e delle nuove piattaforme di accesso alle informazioni. MASAI si colloca così nel punto di incontro tra marketing tradizionale e intelligenza artificiale generativa, con un focus sulla capacità dei brand di essere interpretati e restituiti correttamente anche dai sistemi AI.

Andrea Serravezza, Managing Partner MADS

“La rivoluzione AI nel marketing è appena iniziata, ma i segnali sono già molto chiari: una parte crescente del percorso di informazione, comparazione e decisione passerà da interfacce conversazionali e motori generativi. Per i brand questo apre un tema enorme: non basta più essere posizionati sui canali tradizionali, bisogna capire se e come si viene citati, descritti e raccomandati dagli strumenti che le persone usano per orientarsi”.