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Nasce così una realtà autonoma, guidata da Carlo Occhinegro, Head of PR di Startup Geeks, con un’identità specifica e una promessa: trasformare la comunicazione in una leva di crescita misurabile. Una scelta che promette di esprimere il cambio di pelle delle RP, non più soltanto comunicati stampa e visibilità episodica, ma strumento che incidere su relazione con i consumatori, reputazione, raccolta capitali, attrazione di talenti, autorevolezza del management e capacità di presidiare la narrazione pubblica del brand.
Il contesto
In un ecosistema dominato da sovraccarico informativo, contenuti sponsorizzati, fake news e crescente sfiducia verso ciò che circola online, l’accreditamento presso media autorevoli torna ad avere valore. Anche perché oggi la reputazione non si gioca solo sui giornali tradizionali: passa dai motori di ricerca e sempre di più dai motori generativi basati su intelligenza artificiale, che spesso utilizzano proprio articoli, interviste e fonti editoriali per costruire le risposte agli utenti. In questo scenario, essere presenti in contesti credibili significa aumentare la probabilità di essere trovati, citati e percepiti come affidabili. Non sorprende quindi che il mercato globale delle PR venga indicato in forte crescita, dai 155 miliardi di oggi fino a 356 miliardi entro il 2035.
Il posizionamneto Lever PR
‘PR for Growth’, cioè relazioni pubbliche orientate ai risultati. Tradotto: non partire dalla notizia in sé, ma dagli obiettivi di business che possono trasformarsi in notizia rilevante per media e stakeholder. Un’impostazione che sulla carta ha senso, soprattutto per startup e scaleup, dove credibilità e riconoscibilità possono incidere sul rapporto con clienti, investitori e partner industriali. Startup Geeks rivendica un’esperienza maturata con oltre 400 aziende e più di 10 mila pubblicazioni, oltre a collaborazioni con gruppi come Eni, Italdesign, Lactalis, Sisal e NTT Data. Tra i clienti già seguiti vengono citati BonusX, Smartness e Future of Work Group.
Tra il dire e il fare
Detto questo, è bene distinguere tra narrativa promozionale e risultati concreti. Ogni lancio di agenzia promette impatto, ROI e crescita, ma il punto vero è come questi concetti vengano misurati. Quante delle pubblicazioni ottenute hanno inciso davvero su vendite, lead qualificati, fundraising o talent acquisition? Quanto conta il volume delle uscite rispetto alla qualità delle testate, al messaggio veicolato e alla coerenza strategica? E ancora: in un’epoca in cui molti contenuti vengono prodotti in massa, il rischio è confondere presenza con rilevanza. Essere citati non significa automaticamente essere credibili, così come ottenere articoli non equivale a costruire reputazione duratura.
La tendenza è interessante
La nascita di Lever PR segnala comunque una visione: la comunicazione che esce dall’area ‘accessoria’ e prova a sedersi al tavolo delle funzioni strategiche. Per startup e aziende innovative può essere un passaggio importante, purché le PR non vengano vendute come bacchetta magica. Funzionano quando sono strategiche, intercettano obiettivi reali, interagiscono in modo sinergico con i media, raccontano storie rilevanti in modo efficace e sapendo differenziare da media a media, puntando a ottenere senso, non solo copertura. Altrimenti restano solo rumore ben confezionato.
di monica lazzarotto
