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Ed è proprio ciò di cui oggi le marche hanno maggiormente, una filiera capace di tenere insieme strategia, creatività, design, produzione, tecnologia e distribuzione, senza perdere coerenza nel passaggio da un punto di contatto all’altro. Come? Non un nuovo nome, non un riposizionamento radicale, non la cancellazione di ciò che è stato costruito. Ma la rigenerazione delle competenze e del modo di metterle a sistema.
Quattro unit, un’unica filiera
Il primo elemento della trasformazione è nella struttura. ARTEFICEGROUP riunisce oggi quattro unit verticali: branding & communication, packaging solutions, retail design e digital experience. Oltre 100 le persone che qui lavorano accumunate da competenze specialistiche, visione strategica e creativa trasversale, rete di relazioni consolidata e capacità produttiva interna che rappresenta uno degli elementi distintivi del modello. Il punto è poter portare competenze diverse dentro lo stesso progetto, mantenendo una regia comune. Insomma, ciò che viene ‘seppellito’ è il modo frammentato di intendere le competenze. Al suo posto nasce una struttura capace di integrarle sempre di più profondamente.
Dalla strategia alla produzione, il controllo della filiera
La rigenerazione passa anche dalla capacità di accompagnare un progetto lungo tutta la filiera. Di qui l’acquisizione di un nuovo polo di produzione, che si affianca all’ufficio tecnico e di progettazione interno. L’obiettivo è ampliare il controllo sulle diverse fasi: ideazione, sviluppo, produzione e gestione logistica. Una possibilità particolarmente rilevante per i brand, perché consente di ridurre la distanza tra l’idea e la sua realizzazione concreta, mantenendo maggiore continuità lungo il processo.
L’intelligenza artificiale entra nelle unit
Un altro asse della trasformazione riguarda l’AI, che il gruppo sta introducendo trasversalmente nelle diverse unit. Tra gli strumenti sviluppati internamente c’è il Predictive Hub, un servizio che combina analisi visiva predittiva e competenze di branding per supportare le decisioni strategiche relative al brand.
Più digital e social, più trasversalità
A ciò si aggiunge il rafforzamento dell’area social e digital, con lo sviluppo di un team digital native destinato a lavorare trasversalmente sulle diverse unit, La direzione è sempre quella dell’integrazione, il digitale non come competenza isolata, ma come parte strutturale dei progetti di comunicazione e di brand experience.
Una nuova guida creativa e il new business
La trasformazione passa anche dalle persone. Nuovo il ruolo ricoperto dalla new entry Stefano Cucinotta, che diventa Group Creative Head Office, con funzione di guida creativa trasversale alle quattro unit. Previsto a breve anche l’arrivo di un New Business Developer, dedicato allo sviluppo di nuove opportunità e all’esplorazione di nuovi territori.