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La crescita degli utenti si affianca a un importante cambiamento nel traffico dati: molti operatori, infatti, segnalano che il traffico verso la rete (in uplink) aumenta più velocemente del traffico in downlink, che finora era predominante. Allo stesso tempo, cresce in tutto il mondo il numero di offerte commerciali di servizi con connettività differenziata, che si basano su funzionalità di network slicing attive su reti 5G Standalone.
Accelerazione su tutti i fronti
Nei primi tre mesi dell’anno si sono aggiunti 162 milioni di nuovi abbonamenti 5G, portando il totale a 3,1 miliardi: la crescita continuerà a ritmo sostenuto, con una previsione di oltre il doppio degli abbonamenti entro la fine del 2031, per un totale di 6,4 miliardi.
Già oggi quasi la metà del traffico dati mobile (48%) viaggia su reti 5G, una quota che salirà all’85% entro fine 2031. Il dato non sorprende se si considera che, secondo il report, in molte aree del mondo – Europa Occidentale, Nord America, Asia Nordorientale e altre regioni – il 90% o più degli abbonamenti mobili sarà 5G.
A fine 2025, inoltre, 390 operatori avevano già lanciato servizi 5G e oltre 90 offrivano già il 5G Standalone (SA). Cresce di pari passo anche l’offerta di connettività differenziata, passata da 65 a 84 proposte a livello globale in soli sei mesi: un fenomeno che non è più di nicchia. Gli operatori sfruttano il network slicing del 5G Standalone per riservare ai diversi casi d’uso una “fetta” di rete dedicata, garantendo così ai clienti i livelli di qualità del servizio richiesti.
Crescita del traffico e uplink: segnali di cambiamento
Il traffico dati (mobile e FWA) è aumentato del 22% su base annua, superando le previsioni dei precedenti report Ericsson grazie soprattutto alla forte spinta registrata in India e Nord America.
Oltre alla crescita complessiva, emerge oggi un cambiamento nella natura del traffico gestito dalle reti 5G: la maggior parte degli operatori telco registra infatti un aumento del traffico in uplink (da dispositivi e altro verso la rete) superiore a quello in downlink, in alcuni casi con un divario molto marcato. Alla base di questo fenomeno c’è l’uso sempre più intenso di smartphone e app di collaborazione, insieme alla condivisione di contenuti generati dagli utenti e alla diffusione dell’archiviazione in cloud.
Su un campione di 55 operatori analizzati da Ericsson, in 43 il traffico uplink è cresciuto più rapidamente del downlink, e per 17 di essi il tasso di crescita è risultato superiore di almeno 1,5 volte. Secondo i modelli previsionali sviluppati dall’azienda, la spinta delle esigenze dati dell’AI potrebbe portare il traffico in uplink a triplicare, o più, entro il 2031.
Il Fixed Wireless Access come strategia di monetizzazione
Si conferma l’interesse degli operatori per i piani tariffari basati sulla velocità nell’offerta fixed wireless access (FWA), come strategia di monetizzazione strutturata rivolta a diversi segmenti di mercato. Un anno fa, nel report Ericsson di giugno 2025, la quota di operatori FWA orientati a questo tipo di proposta era del 57%; oggi è salita al 71%. Nello stesso periodo, altri sei paesi hanno lanciato per la prima volta il 5G FWA. L’interesse è elevato sia nei paesi con oltre il 95% delle abitazioni connesse in fibra, sia in mercati a basso ARPU come l’India.
Obiettivo 6G
Il report evidenzia inoltre la crescente attenzione del settore verso il 6G, con le discussioni sulla standardizzazione già in corso. Tra le aspettative iniziali figurano il pieno supporto all’integrated sensing and communication (ISAC), un’integrazione fluida tra reti terrestri e satellitari per ridurre i gap di copertura, e una forte attenzione all’efficienza energetica, il tutto guidato da un approccio AI-native al 6G.
Le prime specifiche implementabili del 6G sono attese entro la fine del 2028 o l’inizio del 2029, mentre i primi servizi commerciali dovrebbero arrivare attorno al 2030, con livelli di adozione differenti tra regioni e paesi. Come già accaduto con il 5G, Stati Uniti, Cina, Giappone, Corea del Sud e paesi del Golfo sono indicati come probabili early adopter.
Erik Ekudden, Cto Ericsson
“La prossima transizione tecnologica ci porterà nel mondo della physical AI, dove il profilo del traffico dati mobile cambierà radicalmente: i modelli tradizionali basati su data center centralizzati lasceranno spazio a modelli autonomi e distribuiti, utilizzati dagli agenti AI integrati in dispositivi, veicoli e ambienti urbani e connessi tramite il 5G. Le reti mobili non sono più chiamate a offrire solo la migliore connettività possibile: sono infrastrutture critiche e intelligenti, capaci di rispondere alle esigenze applicative più diverse. La crescita delle offerte commerciali basate sul network slicing del 5G Standalone, e degli operatori che implementano nuove reti 5G SA, è un segnale chiaro di questo cambiamento”.
Andrea Missori, Presidente e Ad Ericsson Italia
“Guardando oltre il semplice dato, si osserva una tendenza sempre più evidente: le reti mobili non sono solo infrastrutture di connettività per i consumatori, ma il sistema nervoso su cui si regge la competitività economica e la resilienza dei sistemi Paese. L’Europa e l’Italia hanno il talento, la competenza e una base industriale solida per essere protagoniste, e non spettatrici, della prossima rivoluzione tecnologica. Serve il coraggio di trasformare questi punti di forza in scelte concrete, investendo su reti sicure e affidabili, pronte a sostenere i cambiamenti dirompenti portati dall’intelligenza artificiale”.
L’Ericsson Mobility Report completo è disponibile qui