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L’indice di ‘Livello di Enablement della comunicazione interna’ sale da 6,1 rilevato nel 2019 a 6,9 su 10, confermando il percorso di maturazione della funzione nelle aziende italiane. Alla base dell’evoluzione ci sono strategicità, managerialità, attivazione dei collaboratori e digitalizzazione, i quattro pilastri del Modello Enabling sviluppato dal CERC – Centre for Employee Relations and Communication dell’Università IULM.
“La comunicazione interna si conferma una leva strategica per sostenere engagement, cambiamento organizzativo e coesione nelle aziende contemporanee”, evidenzia Alessandra Mazzei, Direttrice del CERC.
Una funzione sempre più centrale nelle organizzazioni
Nel 2025 il 79% delle aziende dispone di una funzione formale di comunicazione interna, in crescita rispetto al 56% registrato nel 2019. Aumenta anche il coinvolgimento del top management: nel 62% delle aziende la leadership partecipa alla definizione degli obiettivi della comunicazione interna, mentre la funzione è sempre più presente nei processi decisionali strategici. Cresce inoltre il valore riconosciuto alla comunicazione interna, in particolare da parte del top management e delle funzioni di comunicazione esterna.
Digital Workplace e lavoro ibrido ridisegnano la collaborazione
La digitalizzazione rappresenta oggi l’ambito più maturo della comunicazione interna. Il 72% delle aziende dichiara infatti di avere un Digital Workplace operativo, diventato uno degli strumenti principali per collaborare, condividere informazioni e favorire la circolazione della conoscenza. Il lavoro da remoto e i modelli ibridi contribuiscono a migliorare flessibilità ed equilibrio tra vita privata e professionale, ma rendono più complessa la comunicazione informale e la condivisione spontanea delle conoscenze, aspetti ritenuti fondamentali per alimentare innovazione e senso di appartenenza.
L’intelligenza artificiale trova spazio nelle attività quotidiane
L’intelligenza artificiale entra sempre più nelle attività della comunicazione interna, pur con un approccio ancora prudente e sperimentale. Gli impieghi più diffusi riguardano le traduzioni, l’accessibilità linguistica e la produzione e revisione dei contenuti. Parallelamente, emerge l’esigenza di accompagnarne l’adozione con policy, linee guida e percorsi di formazione continua, così da affrontare le implicazioni etiche, organizzative e culturali.
Dipendenti sempre più ambassador del brand
La ricerca evidenzia anche una crescente attenzione verso il coinvolgimento dei collaboratori come protagonisti della comunicazione aziendale. I dipendenti vengono sempre più coinvolti come testimonial nelle campagne interne e come amplificatori dei contenuti aziendali all’esterno, attraverso le proprie reti professionali e sociali. Si rafforza inoltre il valore attribuito all’ascolto e alla partecipazione dei collaboratori, anche se nelle organizzazioni prevale ancora un modello di comunicazione di tipo top-down.
La sfida è raggiungere tutti i collaboratori
Secondo il Rapporto, la priorità per i prossimi anni sarà garantire una comunicazione efficace e uniforme a tutti i collaboratori, indipendentemente dalla sede di lavoro, dal ruolo ricoperto o dall’accesso agli strumenti digitali. Accanto a questo obiettivo, i professionisti coinvolti nella ricerca indicano come temi centrali il sostegno dell’engagement durante i processi di cambiamento e il supporto alle trasformazioni organizzative.
Note metodologiche
Il Rapporto è stato realizzato dal Working Group Employee Communication 2025-2026 del CERC – Centre for Employee Relations and Communication dell’Università IULM.
La ricerca si basa su: 16 interviste a esperti e consulenti di comunicazione interna; una survey che ha coinvolto 115 aziende italiane; 16 dialoghi tra accademici e professionisti; il confronto con 13 report di settore nazionali e internazionali.
Le aziende partner del CERC per il biennio 2025-2026 sono: Brembo, Campari Group, Cromology Italia, E.ON, Edison, Eni, Gruppo Unipol, Italgas, L’Oréal, MM, Sanofi, Sella, Takeda, Unicoop Firenze e Versace.