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Commercio agentico, le aziende italiane accelerano sull’AI ma la fiducia resta il vero ostacolo

È quanto emerge da The Agentic Pulse, la ricerca realizzata da Ipsos Doxa per PayPal su un campione di 500 professionisti italiani con ruoli decisionali

Vanina Acqualagna Country Manager PayPal Italia
Vanina Acqualagna Country Manager PayPal Italia

Il commercio agentico, ovvero l’evoluzione degli acquisti digitali guidata da agenti basati sull’intelligenza artificiale, sta rapidamente passando dalla fase delle sperimentazioni a quella dell’adozione concreta. Il fenomeno è ormai conosciuto dalla maggior parte delle aziende: l’84% dichiara di avere almeno una certa familiarità con il commercio agentico e tre imprese su quattro lo considerano un cambiamento significativo per il futuro degli acquisti. Per il 27%, addirittura, si tratta di una trasformazione destinata a ridefinire il settore.

I numeri confermano che il mercato sta iniziando a muoversi. Il 54% delle aziende ha già avviato iniziative che coinvolgono l’intelligenza artificiale nel percorso d’acquisto, tra integrazioni operative e progetti pilota, mentre un ulteriore 22% sta ancora valutando possibili applicazioni.

La crescita è l’obiettivo, la fiducia il nodo da sciogliere

Le aspettative sono elevate. Tra le aziende che prevedono benefici dall’adozione dell’AI negli acquisti, il 52% punta a raggiungere nuovi clienti, il 46% si aspetta un incremento delle vendite e il 44% vede nell’intelligenza artificiale un’opportunità per offrire esperienze più personalizzate. Allo stesso tempo, emerge una consapevolezza crescente del rischio di restare indietro: il 54% degli intervistati ritiene che le aziende che non adotteranno il commercio agentico potrebbero perdere clienti o quote di mercato a favore dei concorrenti.

Eppure, nonostante l’entusiasmo, la fiducia continua a rappresentare un freno. Solo il 24% delle aziende dichiara infatti di fidarsi completamente o in larga misura degli assistenti AI quando si tratta di rappresentare il brand e i suoi prodotti. La quota maggiore, pari al 44%, esprime una fiducia moderata, mentre quasi una su cinque afferma di fidarsi poco o per nulla.

Sicurezza e pagamenti diventano fattori strategici

La cautela è legata soprattutto a questioni operative e infrastrutturali. Tra le principali preoccupazioni indicate dagli intervistati figurano la sicurezza dei dati (38%), il rischio di frodi (37%) e i costi di implementazione (30%). In questo scenario, emerge il ruolo sempre più strategico dei sistemi di pagamento.

“L’AI sta trasformando il commercio digitale, ma la vera sfida oggi è rendere questa evoluzione affidabile e semplice da adottare per aziende e consumatori. La ricerca evidenzia chiaramente che fiducia, sicurezza dei dati e protezione dalle frodi restano i principali fattori che influenzano l’adozione del commercio agentico. Per questo crediamo che le infrastrutture di pagamento avranno un ruolo sempre più strategico nell’abilitare esperienze di acquisto sicure, senza frizioni e integrate in un customer journey guidato dall’intelligenza artificiale”, commenta nella nota Vanina Acqualagna, Country Manager PayPal Italia.

Le imprese sanno che il cambiamento è vicino, ma poche sono davvero pronte

L’impressione è che il mercato stia entrando in una fase decisiva. Il 59% delle aziende prevede che il commercio agentico avrà un impatto concreto entro i prossimi dodici mesi e il 70% si aspetta cambiamenti significativi nei comportamenti dei consumatori entro il 2027. Tuttavia, la preparazione appare ancora limitata. Solo l’8% delle imprese si considera già pronta ad affrontare un contesto di acquisti assistiti dall’intelligenza artificiale e appena il 13% ritiene che la propria infrastruttura di pagamento sia pienamente in grado di supportare transazioni generate da agenti AI. Un dato che evidenzia come la sfida non sia più soltanto tecnologica.