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OpenAI sta accelerando la trasformazione del sistema pubblicitario integrato in ChatGPT, spostandolo da un modello basato sulle impression a uno fondato sui cost-per-click ads. Il cambiamento segna una fase più matura rispetto ai primi test avviati a inizio anno negli Stati Uniti e indica una progressiva strutturazione della piattaforma come canale di performance marketing.
Nel nuovo modello, gli inserzionisti pagano solo quando un utente interagisce con un annuncio. Le prime sperimentazioni indicano valori compresi tra i 3 e i 5 dollari per click, con un sistema di bidding integrato in un ad manager ancora in fase di sviluppo.
La spinta economica dietro il cambio di modello
La transizione verso il CPC arriva dopo una rapida erosione del modello CPM iniziale. Secondo ricostruzioni di mercato, il costo per mille impression è sceso nel giro di poche settimane da circa 60 dollari a valori vicini ai 25 in alcuni casi, rendendo meno sostenibile una monetizzazione basata esclusivamente sul volume. Il passaggio al cost-per-click consente a OpenAI di legare i ricavi a un’azione misurabile, riducendo la volatilità del sistema e avvicinando la piattaforma alle logiche consolidate del digital advertising.
Dalla sperimentazione alla costruzione di un ad stack completo
Il programma pubblicitario di ChatGPT non si limita più a test isolati. OpenAI sta costruendo un’infrastruttura completa che include strumenti di gestione campagne, sistemi di tracking delle conversioni e integrazioni con partner esterni del programmatic advertising.
Il sistema è stato progressivamente aperto a un numero crescente di inserzionisti e agenzie, con un minimo di investimento iniziale significativo per accedere al programma pilota. Tra i brand coinvolti figurano nomi come Adobe, Target, HelloFresh, Ford e altri, mentre grandi holding come Omnicom, WPP e Dentsu stanno lavorando direttamente sui test.
Un modello legato al contesto della conversazione
Gli annunci in ChatGPT sono inseriti sotto le risposte generate dal modello e sono chiaramente etichettati come sponsorizzati. Il targeting non si basa su dati personali o profilazione esterna, ma sul contesto della conversazione in corso. OpenAI ha ribadito che gli annunci non influenzano le risposte del modello e non danno accesso agli advertiser a chat, cronologia o dati sensibili degli utenti. Il sistema è attivo per gli utenti dei piani Free e Go, mentre gli account a pagamento e le versioni enterprise restano privi di pubblicità.
Un nuovo terreno di competizione per i budget digitali
Con l’introduzione dei cost-per-click ads, ChatGPT si posiziona progressivamente all’interno del mercato del performance advertising, entrando in un’area storicamente dominata da Google e Meta. La differenza strutturale è nel punto di partenza dell’intento: mentre la search tradizionale intercetta query esplicite, il modello conversazionale si basa su un contesto dialogico in cui l’intenzione emerge durante l’interazione. È proprio su questa capacità di tradurre conversazioni in segnali di valore commerciale che si gioca la competizione più rilevante.
Una transizione ancora in fase iniziale, ma già strutturata
Nonostante il sistema sia ancora in fase di rollout e sperimentazione, la direzione è chiara: la pubblicità dentro ChatGPT non è più un test esplorativo, ma un’infrastruttura in costruzione per intercettare budget di performance marketing su scala globale. OpenAI sta progressivamente integrando strumenti, partner e logiche di misurazione tipiche del digital advertising tradizionale, adattandole a un ambiente conversazionale che potrebbe diventare una nuova superficie media per la pubblicità digitale.
di Monica Gianotti