The longest tab in history ha il podio, cosa vi ha convinto e perché?
C’è stato confronto e dibattito costruttivo su ogni singola entry. Ma sulla vincitrice non ci sono stati molti dubbi. Ceres, “The longest tab in history” ha preso l’Oro perché è una storia vera e rilevante per le persone, portata in vita in modo fresco e punk. E’ una campagna che sa di outsider.
Print e outdoor due mondi molto differenti… in cosa avete avuto le discussioni più accese?
Molto diversi, ma non solo. Anche OOH tabellare e OOH unconventional sono praticamente due universi distinti. Si è discusso molto del valore del crafting, rispetto a quello dell’insight, della rilevanza di una campagna sul territorio nazionale e dei risultati che ha ottenuto, ma quello che alla fine ci ha guidati sempre è stata la forza e il valore dell’idea creativa.
A che livello è la nostra creatività?
Mi è dispiaciuto vedere davvero poche cose in print, è sicuramente un mezzo che sta soffrendo molto ma credo che sulla creatività ci siano ampi margini di miglioramento.
Cosa dareste come suggerimento ai brand che utilizzeranno print e outdoor per esprimere la loro identità?
È un mezzo potentissimo, che obbliga la creatività ad una sintesi e precisione che non può che migliorare e affilare il messaggio. Il mio consiglio è di usarlo bene, dicendo cose significative per le persone, nelle quali possano riconoscersi di farlo con coraggio. Il pubblico riconosce una bella creatività, dobbiamo solo mettergliela davanti.
di monica lazzarotto