Interviste

ADCI Awards ’26, Health & Pharma: vincono innovazione e coinvolgimento

Aggiungendo anche la coerenza del percorso che ha fatto meritare a ‘Just Evolve’ di Coordown l’oro, ne parliamo con Georgia Ferraro, Executive Creative Director, Armando Testa e presidente di giuria

La vostra è una categoria interessante, ma anche molto vasta. Come siete riusciti a mettere insieme i giudizi per lavori così diversi come l’Health e il Pharma vero e proprio?

Health e Pharma partono da un obiettivo comune, ma giocano con regole diverse. Per questo abbiamo scelto di valutare inizialmente i lavori separatamente, per poi riunire le shortlist e assegnare i metalli. Perché quello che in un settore può sembrare un piccolo passo, in un altro può essere un salto enorme.

Veniamo ai vincitori. Quali sono state le motivazioni delle scelte?

Abbiamo valorizzato i lavori capaci di portare qualcosa di nuovo nella categoria e di coinvolgere le persone in modo diverso, andando anche oltre i formati pubblicitari tradizionali, come nel caso di “The Everyday Hearing Test” di Amplifon e della serie “Ho preso un granchio” della Fondazione Bianca Garavaglia e dell’I.R.C.C.S. Istituto dei Tumori di Milano, entrambi premiati con l’argento. L’oro è andato a “Just Evolve” di CoorDown, non solo per la qualità dell’idea, ma anche per la continuità di un percorso creativo che ogni anno riesce ad alzare l’asticella della categoria e la capacità di andare oltre il proprio ambito, affrontando temi universali che riguardano tutti, come in questo caso il peso delle parole e la necessità di far evolvere il nostro linguaggio.

Nel dare il podio a questi lavori, dove si è maggiormente accesa la discussione e perché?

Il confronto si è acceso soprattutto sul rapporto tra originalità e sensibilità. Perché nel tentativo di rompere gli schemi a tutti i costi, a volte rischiamo di concentrarci più sull’effetto che vogliamo ottenere che su come si sentiranno le persone a cui ci rivolgiamo.

di monica lazzarotto