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I succede di un sistema della comunicazione italiana che sistema lo fa a parole, ma che poi vince chi ha il budget

Succede…che i clienti impediscano alle agenzie di commentare i lavori fatti per loro. Che le agenzie facciano altrettanto con gli altri attori della filiera. Che le aziende leggano i nostri giornali, intercettando le notizie del mattino anche a tarda sera. Che ci venga quindi chiesto di eliminare contenuti di approfondimento su quanto ufficialmente emanato dai clienti stessi. E che le agenzie si attivino allo stesso modo per ottenere lo scopo del cliente nei confronti degli altri attori della filiera.

Morale? Si sa, quando si parla di b2b, l’obiettivo primo è salvare l’opportunità di tutti di lavorare. Quindi, evitare problemi. Dunque, l’approfondimento è stato eliminato. Ma resta il grande quesito. E’ giusto? E’ così che si fa sistema? E’ così che si tutela la filiera e dunque la professionalità di ogni singola sua parte (testate di settore comprese, ultima, più povera e bistrattata catena di questa maglia)?

Perché non potrebbe essere invece l’occasione per ritrovare dignità collettiva, facendo così vincere tutti e soprattutto il livello qualitativo del sistema comunicazione italiana? Purtroppo, infatti, il vizio di diventare da vittime a carnefici con il gradino immediatamente inferiore al proprio per scala di potere, è frequente.

A proposito, c’è un altro succede che vorremo sottolineare: lo strano caso di chi è sempre così impegnato da non rispondere alle mail in cui si chiede conto di un servizio offerto, o di una richiesta espressa. Eppure i medesimi sono poi così solerti e veloci a chiedere favori…

Che dire, semplice: succede!