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Comunicare Domani, la contrazione del mercato degli investimenti media si prospetta meno netta di quanto stimato a luglio, attestandosi a -12,2%; segnali positivi anche per il 2021, con un valore di mercato di 8,7 miliardi, che si riavvicina ai livelli del 2019. Questi i dati del Centro Studi UNA

Emanuele Nenna - Presidente UNA

Si è svolto oggi in versione completamente digitale Comunicare Domani, promosso da UNA – Aziende della Comunicazione Unite. Il programma di interventi volti ad approfondire il tema di quest’anno – Capire per Ripartire – è stato l’occasione per raccogliere pareri, prospettive, esperienze ed esigenze di aziende e operatori, con l’intento di mettere il tutto a fattor comune per definire misure concrete in risposta alle incertezze attuali.

“Stiamo attraversando un momento decisamente particolare e mai come ora è importante guardare al mercato e non reagire, bensì fermarsi, capire il contesto e proporre soluzioni costruttive. Il valore di un brand è un insieme di tanti asset e la comunicazione è un pilastro fondamentale. Comprendere lo scenario, capire quale è la direzione da prendere, compiere scelte anche coraggiose è l’imperativo di oggi. Se fino ad ora ci siamo trovati di fronte alla necessità di agire con rapidità, è arrivato il tempo di fermarsi per procedere ancora più forti e strutturati”, dichiara nella nota Emanuele Nenna, Presidente UNA.

Marianna Ghirlanda

L’evento è stato anche l’occasione per fare un punto sul valore del mercato grazie all’intervento di Marianna Ghirlanda, Presidente Centro Studi di UNA, che ha fornito un aggiornamento sui dati degli investimenti media per la chiusura del 2020 e le stime per il 2021.

Le previsioni sulla chiusura del 2020 mostrano una contrazione importante (-12,2%) come risultato della crisi innescata quest’anno dalla pandemia, tuttavia meno pesante di quanto stimato a luglio (-17,4%), con un valore di mercato che dovrebbe raggiungere i 7,7 miliardi di euro. Secondo i dati del Centro Studi UNA il trend di ripresa promette di proseguire anche nel 2021, quotando il mercato a 8,7 miliardi di euro e una crescita anno su anno del 13%, che riporterà il settore non lontano dai livelli del 2019 (8,8 miliardi di euro).

Anche se con flessioni differenti da quanto stimato prima dell’estate, per il 2020 tutti i mezzi risultano colpiti dagli effetti del Covid-19: in primis il cinema (-49%), fortemente colpito dalle chiusure delle sale cinematografiche e dallo stop delle produzioni. Seguono la stampa con i periodici (-31,5%), l’OOH (-30,2%) – che soffre meno di quanto ipotizzato a luglio (-34,4%) – e la radio (-20,9%). Complici diverse abitudini di fruizione dei media dovute a questa eccezionale situazione, registrano un andamento migliore del previsto la stampa quotidiana (-20,7% contro il -27,4% stimato a luglio), la TV (-12,3%) e il digital (-5,3%, meno della metà delle stime di luglio, ovvero -12,1%).

Per il prossimo anno si conferma l’aspettativa di una ripresa più cospicua per i settori maggiormente colpiti nel 2020, in primis cinema (+50,7% YoY) e OOH (+35,8%). Trend in crescita anche per radio (+15,1%), digital (+14,3%) e TV (10,7%). La stampa mostra segni di miglioramento anche se non riesce a superare la soglia della doppia cifra – rispettivamente 6,0% per i periodici e 3,3% per i quotidiani – ma migliora la prospettiva rispetto alle stime di luglio, che in entrambi i casi erano sotto il 2%.

Per quanto riguarda le quote per mezzo, non ci sono grandi discostamenti sui dati per quest’anno e il prossimo rispetto a quanto comunicato a luglio.

“Il 2020 si conferma un anno anomalo e, anche se si registrano alcuni trend incoraggianti, il periodo è ancora molto incerto, tenuto conto anche delle più recenti indicazioni governative. Sicuramente l’impatto del Covid-19 è stato importante ma – per riprendere il tema dell’evento – è fondamentale ora fermarsi, analizzare lo scenario e attivare processi virtuosi. In parte i dati dimostrano che questo sta già accadendo. C’è sicuramente ancora tanta incertezza ma ciò che è certo è che la comunicazione rimane una leva vitale in tempi di crisi pertanto è essenziale rivedere le proprie strategie, aggiornarle, ma non farne a meno”, conclude Marianna Ghirlanda, Presidente Centro studi UNA.