La storia della custode dei bagni Lea, bisbetica, sognatrice e generosa, diretta da Laura Luchetti, è già entrata nella cinquina finalista dei Corti d’Argento 2016 (più sotto il trailer).
Abbiamo chiesto a Monica Riccioni (nella foto a lato), ad Think Cattleya, coinvolta nella produzione, il perché della scelta sfidante di aderire al progetto.
‘Bagni’ è un corto in animazione. Cosa vi ha spinto a realizzarlo? Come questa produzione si inserisce nel contesto della vostro presidio del territorio lungometraggi e pubblicitario?

“Integrazioni delle unit, ‘Bagni’ ne è l’esempio perché sinergia tra le unit Think More e Think Art, delle quali è responsabile Veriana Visco. Questo corto rendere reale la nostra passione per ogni forma di video content. La forza del linguaggio di un corto a passo uno, totalmente artigianale, ci ha così tanto incuriosito da partecipare con orgoglio alla realizzazione, che vedeva un’esecuzione meticolosa di un processo emotivo. E’ negli occhi di Lea che abbiamo letto la potenzialità del progetto”.
Quali le evidenze di Think Cattleya che questa produzione ha permesso di far emergere?
“L’impegno di creare ‘nuovi archivi’. Think Cattleya ama scovare nei cassetti pieni di progetti di video maker talentuosi, senza sosta, donando un punto di vista nuovo. E di inquadrarli in una modalità produttiva all’avanguardia”.
Come si è sviluppato il rapporto con la regista Laura Luchetti? E’ stato uno scambio arricchente? è possibile prevedere altre collaborazioni?
“Laura ha un dono, il talento unito a una grande umiltà,
una forza unica verso la volontà di rendere realtà i fili preziosi delle idee, il suo immaginario è molto potente. Questo ci ha subito impressionato, abbiamo lasciato che tutto fluisse con molta naturalezza durante la realizzazione. La fiducia verso la minuzia della sua professionalità è stata incondizionata. I tanti Festival che vedono ‘Bagni’ partecipe e la cinquina dei Nastri d’Argento, confermano la nostra certezza verso il suo lavoro.
La realizzazione di ‘Bagni’ ha richiesto un impegnativo lavoro artigianale tutto reale, dalla creazione del pupazzetto Lea agli interni in cui si muove. Quali sono state le principali sfide produttive che avete dovuto superare?
“La volontà era quella di creare un’atmosfera surreale, in bilico tra reale ed irreale, questa emozione si è riuscita a creare grazie ad un lavoro di sartorialità artistica per tutti gli elementi costituenti, un video con un’anima colta ed artigianale capace di raccontare il cuore di Lea”.
Siete pronti a presidiare ulteriormente quest’area filmica? business o arricchente valore creativo, artistico, culturale?
“In questo piano di lavoro di ricerca con cui Think Cattleya ha sovvertito il mercato l’evidenza è che valore creativo e culturale vanno di pari passo con il nostro sviluppo di business. Siamo stati premiati per questo modo di lavorare in cui osare ha creato grande interesse da parte dei nostri interlocutori, di cui siamo grati”.
Quanto la ricerca e la sperimentazione fanno parte del vostro dna? Osmoticamente vengono percepite quando girate spot pubblicitari? Sono plus imprescindibili per essere sempre un passo avanti?
“Nella ricerca troviamo la nostra zona di confort, che ci offre delle griglie di lettura che non solo ci permettono di capire dove si dirige il nostro lavoro, ma di essere partecipe alla costruzione di questa direzione”.
