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Si chiama Nostalgia di Futuro. Una frase che è un ossimoro, una missione impossibile. Eppure, in quell’unione di quei due termini c’è il senso dell’attenzione al progresso di media e tecnologia, ma con uno sguardo al mondo da cui veniamo: tecnologia sì, ma anche umanesimo e umanità. In occasione della XVIII edizione di Nostalgia di Futuro, si è tenuta la conferenza “Alla ricerca del senso perduto: Comunicazione e Informazione tra fonti editoriali e algoritmiche”. Sì, si è ancora una volta parlato di Intelligenza Artificiale, un tema così attuale che rientra in qualsiasi ragionamento si possa fare oggi sui media.
Giorgino: La tecnologia è dominio
Francesco Giorgino, Professore Luiss di Comunicazione e Marketing e Direttore Ufficio Studi Rai, ha fatto una riflessione amara sulla tecnologia. “Pensavamo che la tecnologia ci avrebbe portato verso un futuro più equo e prospero” ha detto. “Ma non necessariamente è così: viviamo nell’era del passaggio da economia digitale come semplice promessa di benessere a dominio. Da una logica incentrata sulla centralità della promessa siamo passati a un contesto nel quale dobbiamo prendere atto che la dimensione più prevalente è quella del dominio”. Il riferimento alla big tech che prendono decisioni per noi, che influenzano la politica e il mercato, lasciando noi come spettatori a subire le loro scelte è chiara.
de Kerckhove: Dobbiamo trattare l’AI generativa con rispetto
Derrick de Kerckhove, Direttore scientifico TuttiMedia, già direttore McLuhan Program di Toronto, ci ha spiegato che quando parliamo di senso comune dobbiamo estenderlo allo spazio cognitivo comune che ormai emerge dal locale per diventare globale. “È uno degli effetti del trumpismo” spiega. “Trump era capace di influenzare a livello globale: tutti noi siamo stati vittime al di là dei confini deli Stati Uniti; l’idea che una persona possa cambiare il mondo a questo libello non si era mai visto. E non deve più succedere”. Per quanto concerne l’AI de Kerckhove parla di una “normalizzazione dell’AI generativa”. “Ha invaso completamente il nostro lavoro, ha cambiato completamente il nostro rapporto con il linguaggio” ha spiegato. “La crescita è così veloce e l’AI sembra sempre più non solo aiutare a fare il nostro lavoro ma a prendere il nostro posto. Non siamo pronti per regolare perché le cose vanno troppo veloci”. “Dobbiamo trattare l’AI generativa con rispetto. Dobbiamo coltivare il nostro rapporto personale con il linguaggio: il rapporto con l’AI non è personale ma collettivo e la persona dentro le parole così sparisce. Per questo dobbiamo essere più attenti alla letteratura prima di dare un premio a chi usa l’AI. Dobbiamo contare sulla letteratura, per mantenere un senso di proprietà autorità autenticità”.
Robbiati: L’AI ha strumenti incredibili per la raccolta pubblicitaria, che si avvicinano alla manipolazione
Marco Robbiati, Direttore Marketing Commerciale Rai Pubblicità, ha spiegato che cosa ha portato l’AI nel mondo della pubblicità. “Abbiamo ormai gli strumenti più raffinati per conoscere e raggiungere persone e audience, ma non siamo assolutamente consapevoli di cosa lasciamo nelle loro menti” ha spiegato. “L’AI nella pubblicità ha strumenti incredibili per la raccolta pubblicitaria, che si avvicinano alla manipolazione. Ma quanto stiamo investendo per la semina? Chi ispira la domanda? Le marche hanno bisogno di costruire reputazione, la semina richiede tempo. Non bisogna confondere l’efficienza con l’efficacia. Le aziende pensano più alla misurabilità del raccolto invece che alla semina, Qui entra in gioco il tema del senso: l’eccessiva personalizzazione non rileva possibili nuovi interessi delle persone. Come Rai Pubblicità ci stiamo interrogando su come contribuire ad ampliare la possibilità di scelta delle persone, utilizzando una comunicazione che possa farci immaginare cose che ancora non conosciamo”.
Delogu: L’AI è un’innovazione di processo e non di prodotto
Andrea Delogu, Vice Direttore Generale Informazione Mediaset, ha voluto fare una distinzione tra innovazione di processo e innovazione di prodotto. “L’innovazione di prodotto è un’innovazione che ce l’ha fatta: Nutella ce l’ha fatta, Coca-Cola ce l’ha fatta” spiega. “L’AI nasce come processo o prodotto? L’AI nasce prima di internet, nasce ma come monade. Siccome internet non c’è, entra in crisi perché rimane nei grandi calcolatori. Ora c’è internet. Ma è un’innovazione di processo e non di prodotto, perché non ce l’ha ancora fatta, nonostante internet”.
Tarelli: Con l’AI stiamo dando a tutti la possibilità di creare la propria immagine
Mattia Tarelli, Government Affairs and Public Policy Manager Google, ha raccontato i tre strumenti chiave legati a Gemini, l’AI generativa proprietaria. “Sono Lyria, per tracce musicali Nano Banana, per foto e immagini, e Veo, uno strumento di creazioni video. Siamo stati sponsor della Mostra del Cinema di Venezia e ci siamo resi conto quanto Veo, ma anche gli altri tool, sono usati dall’industria cinematografica italiana, soprattutto dalle piccole imprese” ha spiegato. “Una volta un’immagine digitale come un orso che parla, era appannaggio solo delle major americane. Oggi stiamo dando a tutti la possibilità di creare la propria immagine”. Ma c’è un altro tool di AI che è semplice e utilissimo e ha davvero cambiato il nostro modo di guardare. “Sono i sottotitoli in traduzione automatica su YouTube” spiega. “Abbiamo sempre avuto un limite linguistico in Italia. Grazie a questo tool AI ora il 40% della fruizione dei contenuti in Italia arriva dall’estero”. Ma l’uso dell’AI deve essere chiaro e dichiarato. Per questo Google ha creato SynthID. “Nel momento in cui un utente crea un contenuto sintetico, questo applica una filigrana, un watermark, su tutti i contenuti si questo tipo” spiega. “Oggi abbiamo la possibilità di chiedere a Gemini se un’immagine è stata creata con AI, e abbiamo allargato la nostra collaborazione ai nostri competitor come Open AI. Fino a oggi ci sono stati 180 miliardi di foto filigranate da Google. Inoltre YouTube permette ai creator di scannerizzare il proprio viso e ricevere una notifica ogni volta che le loro sembianze sono usate e modificate per creare un video”.
Alla fine della mattinata sono stati consegnati i premi Nostalgia di Futuro
Premio Nostalgia di Futuro AWARDS 2026 “Innovazione e Visione”:
Laura D’Ausilio, Direttore comunicazione e trade marketing Rai Pubblicità;
Paola Ferazzoli, Giornalista Rai e Presidente dell’Associazione Giornaliste Italiane;
Antonello Giacomelli, Commissario Agcom;
Claudio Casini, Capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, per “Fare l’Europa”, Progetto Commissione europea in Italia;
Federico Silvestri, CEO e General Manager del Gruppo Il Sole 24 Ore;
Viviana Bacigalupo, Direttrice Generale di Intesa Sanpaolo Innovation Center, per Intesa Sanpaolo Innovation Center
Premio Nostalgia di Futuro AWARDS 2026 “Donna è Innovazione”:
Paola Severini Melograni, giornalista, conduttrice RAI, fondatrice e direttrice di Angeli Press, per “Le Marianne d’Italia – Il coraggio delle donne”;
Maria Eleanora Lucchin, Direttore Documentazione e Analisi istituzionale Mediaset;
Maria Pia Caruso, Direttore Agcom;
Ginevra Topa, Studentessa LUISS Sport Academy.