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La zona d’interesse, Everything Everywhere All At Once, The Whale, The Substance, Titane, The Smashing Machine, Marty Supreme, The Drama, Backrooms, La voce di Hind Rajab, NAZA, The Debut. Ma potremmo andare avanti a lungo. Che cos’hanno in comune questi film? Sono tutte delle grandi intuizioni di I Wonder Pictures, la società di distribuzione di Andrea Romeo nata nel 2013 e diventata sinonimo di cinema di qualità. Ma anche di film lanciati nel modo giusto. Al Trailers Film Fest il Premio alla Miglior Campagna Promozionale è stato assegnato ad I Wonder Pictures. È un premio, allora, non solo a un film ma a tutta la distribuzione. Una distribuzione che lo scorso anno ha portato al cinema, dopo Venezia, La voce di Hind Rajab che doveva essere un evento di tre giorni ed è durato due mesi. Doveva essere un evento di tre giorni anche NAZA, e invece è ancora in sala. Per I Wonder è un grande 2026 dopo che il 2025 non era andato benissimo. “Il 2025 è stato un anno di transizione perché Eddington non ha avuto l’attenzione – non solo in Italia ma in tutto il mondo – che meritava. E la sberla di The Smashing Machine è stata una sberla per A24, per noi e anche per The Rock… ma lui l’avrà sentita meno” ci ha spiegato Andrea Romeo, CEO ed Editorial Director di I Wonder Pictures. “I traumi di questi grandi film andati male sono diventati un momento sfidante. Sono serviti per costruire una relazione con il pubblico: la nostra forza è stata proprio trovare film che hanno creato una conversazione del pubblico: La voce di Hind Rajab dopo Venezia ‘25 e NAZA dopo Venezia 26. Il 2026 è un anno speciale per noi: i 5 film più visti di I Wonder sono La zona di interesse e poi NAZA, The Drama, Backrooms e Marty Supreme. Dei primi 5 film di I Wonder 4 sono usciti negli ultimi 10 mesi. Da una parte pensi di aver capito qualcosa, dall’altra sai di non aver capito niente”.
L’uscita del film va costruita insieme al pubblico
Sì, perché se c’è una cosa che in tanti anni di cinema abbiamo capito è che la distribuzione infatti, tutto è tranne che una scienza esatta. “La passione per fare uscire questi film c’è sempre. Le attività ci sono sempre” ragiona Andrea Console, Marketing Manager di I Wonder Pictures. “La risposta del pubblico la puoi intuire, ma arrivano il mercoledì e il giovedì e c’è il brivido di vedere i primi dati in sala. The Smashing Machine è stato lavorato in modo molto buono ma non ha funzionato. Il 2026 è stato un anno meraviglioso. E impegnativo, perché ti devi tarare costantemente su nuovi target. The Drama è una commedia romantica, per la quale siamo riusciti a portare Zendaya e Robert Pattinson in Italia. E poi il tuo mondo è che sei chiuso dentro una stanza gialla per un regista ventenne: questo è Backrooms”. “Devi costruire insieme al pubblico l’uscita del film” aggiunge Romeo. “Zendaya e Pattinson sono stati legati a una grande anteprima romana, per stampa e social, Backrooms è un altro progetto, NAZA è ancora molto diverso da questi due film. La soddisfazione arriva da It Ends, di Neon, un horror di un 24enne. Stavamo per partecipare al suo prossimo film, 4 x 4, e pensavamo che fosse importante recuperare il primo film. Quando abbiamo detto a Neon di aver fatto mezzo milione di euro sono rimasti sorpresi; è un decimo di Backrooms, ma vale ancora di più”. Ma anche il risultato di NAZA è importante. “Ha fatto 700mila spettatori: nel box office mondiale 3/4 del box office mondiale sono italiani”.
Che cosa vuol dire essere un film da I Wonder?
I Wonder Pictures oggi è questo. È un marchio di cui il pubblico può fidarsi a prescindere. “Mi sento di dire di sì” commenta Console. “Vedo le nostre campagne, i nostri profili social, e su molte comunicazioni i commenti sono ‘siete i migliori’, ‘non vedevo l’ora’”. “Un creator, parlando di un nostro film, ne a tessuto le lodi. E ha detto ‘ovviamente è I Wonder Pictures’. Ti fa piacere perché vuol dire che su di noi c’è un’aspettativa”. Come abbiamo detto, la cosa non facile è lavorare su pubblici diversi, perché tra Backrooms e NAZA c’è un’intersezione ma è minuscola. “Il piacere è quello di poter lavorare non solo con i film di A24 e Neon, ma anche con NAZA che arriva da Jonathan Glazer e dal produttore de La voce di Hind Rajab” commente Romeo. “In modo da inanellare un listino di proposte cinematografiche intense, di avere, circa ogni due mesi un film capace di dettare l’agenda delle conversazioni. Lo ha fatto il film di Chalamet a gennaio, lo ha fatto Borgli con The Drama. E poi quel ‘Barbenheimer’ che è successo in primavera tra Backrooms e Obsession. È stata l’occasione di accogliere nel nostro listino un pubblico nuovo. Di avere ancora un altro motivo gigantesco con NAZA, che nelle ultime settimane è stato molto presente sulle tv italiane”. Nasce così uno stile (che vive al cinema e anche sulla piattaforma I Wonderfull): autori di generazioni con tematiche e generi diversi ma che comunque costruiscono un’identità “Ho visto un film da I Wonder” dicono spesso a Romeo giornalisti, colleghi e addetti ai lavori. “I film non esistono per sé. Ma li facciamo per un pubblico. Ed è per questo che il pubblico li sente come contemporanei. È per questo che li accoglie”.
I legami con A24 e Neon
Dai discorsi di capisce chiaramente come sia fondamentale il rapporto con realtà produttive americane come A24 e Neon. Ma quanto libertà lascia una produzione americana a un distributore straniero e quando queste cdp hanno capito che affidarsi ad I Wonder conveniva anche a loro? “La libertà c’è sempre stata” risponde Console. “Il primo caso è stato Everything Everywhere All At Once, una situazione caotica in cui tutti, sia noi che loro, eravamo in continua ridefinizione. Era un film inarginabile. Da lì in poi con entrambe le realtà il dialogo è costante sia per calendario che come prassi. Per Backrooms siamo usciti due giorni prima degli Stati Uniti. Questa possibilità è qualcosa che ci è stato dato con il tempo”. Tempo e, ovviamente, fiducia, unità di intenti e di visione. “La collaborazione è molto proficua” continua. “Siamo allineati su modalità e strategie per quanto poi le differenze territoriali vengono segnalate e subito recepite. Per un film come Primetime, chiaramente il fenomeno Chris Hansen e To Catch a Predator in Italia non era noto e non potevamo basarci su un caso noto. Abbiamo centrato la campagna su altre cose”. “Abbiamo puntato i piedi per avere Robert Pattinson alla Mostra del cinema di Venezia” aggiunge Romeo. I Wonder ha iniziato anche la collaborazione con Filmnation, altra prestigiosa realtà americana che ha una grande storia, e il recente successo di The Invite, un film che avrà molte nomination agli Oscar.
I prossimi casi: You Can See Everything e Artificial
A proposito di Oscar, noi ve lo diciamo. Il prossimo caso, e probabile film dell’anno, è un documentario, You Can See Everything, un piccolo film che sta facendo grandi incassi e, pensate, potrebbe essere candidato agli Oscar non solo nella categoria dei documentari, ma anche in quella principale. Verrà presentato a Torino, e uscirà in Italia per un evento di tre giorni, il 27, 28 e 29 novembre per poi forse continuare. “Far girare i film in anticipo per qualche giorno è un bel regale al mercato” commenta Romeo. “Certo, te a giochi, ma io sono un fan di questa strategia. Non puoi farlo quando hai un day and date, ma è una buona modalità per arrivare al pubblico: quando puoi avere un buon passaparola dare al film un’anteprima di tre giorni può essere un’ottima cosa”. Il listino I Wonder ci porterà La ballata del re della api, Club Kid, The Debut. E poi Luca Guadagnino, con Artificial e il nuovo film di Bong Joon-ho (Parasite).
The Substance, un film con due target
La serata si è chiusa con la proiezione di The Substance di Coralie Fargeat, altro grande film I Wonder. “È stato un percorso bellissimo” ha spiegato Console. “Su questo abbiamo fatto un lavoro impegnativo e sfidante a livello di materiali. Arriviamo d’estate: il film deve uscire negli Stati Uniti dopo la riapertura estiva. C’è un mix per raggiungere il pubblico sia di giovani, che amano il body horror, sia di persone interessate al grande ritorno di Demi Moore, un discorso continuato con la stagione dei premi fino all’Oscar sfumato. Ci arrivano i poster: uno sono due uova e una boccettina verde, e un altro con Demi Moore con la schiena aperta. Non si vede nessuna delle attrici. Così partiamo con un lungo percorso per avere l’approvazione da produttore e talenti per avere dei poster con le immagini delle attrici. Questo ha fatto una grande differenza su un posizionamento più horror e meno sulle attrici che è stato fatto in altre parti del mondo. Il nostro lancio ha previsto alcune anteprime che hanno creato buzz sul film per poi uscire ad Halloween e poi di nuovo del momento delle candidature ai premi”. “Da Halloween agli Oscar: è stata la prova muscolare della nostra capacità di forzare il mercato a vedere i film in modo nuovo” aggiunge Romeo. “Abbiamo fatto per la prima volta due campagne, una multiplex sui giovani e una nelle sale d’essai, il poster con la schiena aperta nei cinema commerciali, quello con le due attrici per chi era interessato a loro”.
di Maurizio Ermisino