“AIR3, Associazione Italiana Registi, ritiene la chiusura delle sale cinematografiche una decisione impropria, perché i cinema sono stati finora luoghi estremamente controllati, assolutamente sicuri”, sostiene Carlo A. Sigon, Presidente AIR3 e regista, “è una drammatica decisione verso un settore già provato”.
“La salute è un bene primario da tutelare ad ogni costo. Ma grazie ai severi protocolli sanitari che dallo scorso maggio regolano le proiezioni e gli spettacoli, Cinema e Teatri sono luoghi più sicuri, dove non si sono registrati casi di contagio. Lo testimoniano le centinaia di proiezioni svoltesi in sicurezza”, prosegue la nota.
Sigon: “Stiamo lavorando per una faticosa ripresa e costringere i cinema a interrompere nuovamente l’attività rischia di compromettere il futuro di un intero settore”.
Lo European Audiovisual Observatory, presentato al MIA la scorsa settimana, rileva una diminuzione degli incassi nelle sale in EU: il 70 % in meno nel 2020 rispetto al 2019. Le sale lavoravano in perdita, con la possibilità di ospitare al massimo 200 persone, negli ultimi tempi. “Occorre rilanciare la produzione di cinema e televisione come strumento per la promozione turistica e culturale, come volano di crescita e di sviluppo locale. Il cinema crea cultura, intrattenimento, emozione, e i registi sono una delle categorie coinvolte, soggetti attivi e creativi che partecipano al processo produttivo”, sottolinea Sigon.
L’Associazione AIR3, affiliata a CNA Cinema e Audiovisivo Milano e Lombardia, ha partecipato, lo scorso aprile, alla Campagna no_Signal con la quale i professionisti dell’audiovisivo hanno sollecitato le Istituzione sulla situazione in cui versa il mercato dell’industria audiovisiva. Durante il primo lockdown CNA/AIR3 ha inviato alla Regione Lombardia e al Comune di Milano la richiesta di apertura di un tavolo di crisi, senza ricevere alcun riscontro diretto.
‘AIR3 lavora con CNA anche per dotare la Regione Lombardia di una Film Commission riformata, vero strumento di appoggio e sviluppo dell’audiovisivo; si tratta di fondazioni delle singole Regioni, che rappresentano un riferimento per le produzioni nazionali e internazionali, gli investitori, gli autori, gli operatori professionali e le istituzioni del cinema e dell’audiovisivo, al pari di altre regioni. Queste fondazioni dovrebbero erogare fondi, valutare le ricadute, fornire servizi. Tutto fermo’, conclude la nota.