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Leadership femminile: bene in Gran Bretagna e Canada, ma l’Indice di Reykjavik mostra il consolidamento della situazione in Italia

Mentre il mondo è alle prese con gli impatti devastanti della pandemia, la società non sembra aver fatto progressi nel modo in cui valuta l’uguaglianza fra i sessi nella leadership, rispetto a quanto misurato nel 2019 dall’Indice di Reykjavik, ideato da Kantar insieme a Women Political Leaders (WPL), nonostante i tanti movimenti globali che chiedono una maggiore uguaglianza tra uomini e donne.

L’Indice di Reykjavík per la Leadership evidenzia come la società nei diversi Paesi, valuti le donne in posizioni di leadership, rispetto agli uomini. Un punteggio di 100 indicherebbe un completo accordo sul fatto che uomini e donne sono ugualmente adatti alla leadership, e qualsiasi punteggio inferiore a 100 indica un pregiudizio.
Lo studio di quest’anno è stato condotto nei Paesi del G7, oltre che in India, Kenya e Nigeria.

Ecco alcuni risultati:

  • Il Regno Unito e il Canada hanno le opinioni più progressiste nel G7, con punteggi di 81;
  • Sia le donne che gli uomini hanno opinioni che evidenziano pregiudizi nei confronti delle donne leader rispetto agli uomini, ma le donne in tutto il G7 sono più propense a pensare che gli uomini e le donne siano ugualmente adatti a comandare rispetto agli uomini;
  • La posizione della Germania nel G7, secondo il punteggio dell’Indice, è diminuita dal 2019
  • In media, nel G7, i giovani uomini dimostrano una visione meno progressista rispetto alle loro coetanee
  • Le donne britanniche hanno i punteggi più alti dell’Indice, il che significa che è più probabile che le donne e gli uomini siano percepiti come ugualmente adatti
  • Media e intrattenimento (81), scienze naturali (81), economia e scienze politiche (81), banche e finanza (80) sono i settori con i più alti punteggi medi del G7 Index ad indicare che in questi settori l’uguaglianza di genere nella leadership è maggiormente condivisa.

Il nostro paese registra quest’anno un indice di 68, in linea con il 2019, che lo posiziona al 5^ posto nei G7, ma che stabilizza i buoni risultati in confronto con il 2018 (63).
Purtroppo il forte gap fra la percezione maschile (63) e quella femminile (73) evidenzia quanto ancora abbiamo da fare, in termini di gender equality, essendo questo il differenziale maggiore nei G7, condiviso solo dalla Germania.

In Italia, inoltre, a livello di settore, la percezione sociale evidenzia ancora pregiudizi di leadership fra uomini e donne. Gli ambiti con migliori risultati sono quelli economici e di scienze politiche (77), banca e finanza (76), media & entertainment (74), scienze naturali (74) e produzione alimentare e di bevande (74). Da rimarcare che questi sono i settori meglio considerati in termini di uguaglianza di genere anche a livello globale, dove però si raggiungono più elevati (uguali o superiori ad 80).

L’ambito politico e di Governo è da segnalare in calo di 3 punti rispetto allo scorso anno e si assesta ora a 73 (vs media G7 di 78).