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Il GSMA annulla l’edizione 2020 del MWC, lo sappiamo. Ma quale sarà l’evoluzione futura?

La notizia non è fresca, risale a mercoledì notte, ma il fatto merita un riflessione più approfondita del semplice riportare l’annullamento del Mobile World Congress di Barcellona, in Spagna, a causa dell’epidemia di Coronavirus in Cina.

Nei giorni precedenti si erano allungate le liste della cancellazioni di partecipazione, con nomi di brand globali che andavano ad aggiungersi, ora dopo ora. All’inizio era stata un sparuta pattuglia di avanguardisti – Ericsson, Ndivia e LG – poi l’elenco si è infoltito rapidamente: BT, Facebook, Nokia, Sony, Vodafone, mentre altri stavano minacciosamente valutando il da farsi.

Anche la presenza dei brand cinesi, benché rigidamente programmata con auto-quarantena volontaria e la partecipazione allargata di dirigenti provenienti dall’Europa, risultava ogni giorno più complessa, con gli organizzatori del GMSA che elencavano puntigliosamente tutte le misure indicate e assunte per evitare le diffusione del Coronavirus.

Martedì gli organizzatori avevano informato gli oltre 100.000 partecipanti previsti e la stampa che avrebbero preso una decisione in merito il venerdì successivo, cioè oggi (14 febbraio). Poi la situazione si è fatta insostenibile: si è aggiunta l’assenza di altri brand – tra cui Deutsche Telekom, Intel, STMicroelectronics e Vivo – e l’annullamento è stato anticipato a mercoledì in tarda serata, il 12 febbraio, quando il ECO di ASMA, l’organizzatrice dell’evento, ha dichiarato ‘impossibile’ lo svolgersi dell’edizione di quest’anno.

Non è stato un accadimento unico, gli spostamenti o gli annullamenti sono parecchi – a partire dal Cisco Live, che si sarebbe dovuto svolgere a Melbourne all’inizio di marzo, con oltre 8.500 partecipanti previsti, che avrebbe posto come ogni anno i clienti di fronte a ingegneri e dirigenti, in sessioni di formazione ed eventi di intrattenimento serale – per allargarsi a settori come la moda, gli orologi, i viaggi organizzati e le automobili. Sono stati cancellati il Denim Kingpins a Hong Kong e il summit Time to Move di Swatch, previsto per i media e i rivenditori a Zurigo in Svizzera, oltre ai tanti rinvii (premesse a futuri azzeramenti?).

Prima di proseguire un premessa: chi scrive ha partecipato al 3GSM World Congress di Cannes (così si chiamava allora) dal 1997 in avanti, a innumerevoli Cebit e manifestazioni analoghe negli stessi anni, e non può essere accusato di essere un seguace dell’ultima ora di Greta Thunberg e del suoi Friday for Future.

Ma – è doveroso chiedersi – realmente, questo genere di manifestazioni ha ancora senso nel 2020? Ha senso organizzare una fiera, invitare gente da tutto il mondo, per fare vedere quanto si è bravi a gestire il telelevoro, o la IoT, o le auto a guida autonoma? Non sarebbe meglio utilizzare le tecnologie di 4a, 5a o 6a Generazione (sto esagerando, ma non troppo) per mostrare dal vivo come funzionano tutte queste novità, e un’infinità di altre, senza bisogno di volare attraverso mezzo mondo?

D’accordo, c’è bisogno di promuovere presso il grande pubblico i nuovi prodotti e servizi – pubblico che, sia detto per inciso, è normalmente informato più che a sufficienza. E trovarsi tutti insieme in un solo posto può essere utile a mostrare ‘chi ce l’ha più lungo’ (lo smartphone, ovviamente). Ma questi sono appuntamenti B2B, non dovrebbe esserci spazio per esibizioni puramente muscolari. LG aveva già fatto sapere che, per la sua mancata partecipazione al MWC, aveva provveduto ad annunciare eventi separati ‘in un prossimo futuro’ per presentare le novità di prodotto.

E gli executive e i C-level provvederanno con le teleconferenze, se necessario di gruppo, per parlarsi direttamente senza muoversi. Quest’anno andrà così, ma i prossimi? No è che poi, causa forza maggiore, l’annullamento del MWC non sarà più imposto ma voluto dai brand? Si pensi al vecchio SMAU di Milano: nel 1997 aveva superato i 600.000 partecipanti, dopo qualche anno era scomparso nella sua accezione di esposizione globale. Tutto era cominciato con Panasonic che aveva rinunciato a occupare il suo solito intero padiglione… E internet non esisteva come media di massa, lasciamo perdere i social, YouTube o TikTok.

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