Aida Partners Ogilvy PR inaugura oggi una nuova sede-laboratorio. Si chiama un#digital ed è localizzata in quella regione che sta tra la scrivania e il mondo esterno. Una regione ad alta densità comunicativa, a ‘0 gradi di separazione’, e governata da sistemi di autoregolamentazione determinati da un dialogo aperto, diretto e senza mediazioni di alcun tipo.
un#digital nasce dal dialogo tra l’agenzia e Pier Lodigiani, professionista con un’esperienza ventennale di comunicatore alle spalle maturata all’interno di agenzie e al fianco di aziende multinazionali a cui ha recentemente affiancato l’attività di counselor focalizzato sui nuovi modelli relazionali creati dai social media.
Da questi presupposti, la missione di un#digital non è la semplice sintonizzazione dei tradizionali strumenti di comunicazione sui social media, ma percorso più complesso, artigianale in quanto non ha quasi nulla di standardizzabile, ed è praticabile anche da quelle aziende che fino ad oggi, sia per questioni di entità dell’investimento, sia per dimensioni, ritenevano che un’architettura di comunicazione esterna fosse fuori dalla loro portata.
Dunque, come spiega Lodigiani in una nota, non si tratta semplicemente di costruire un profilo Facebook accattivante o di fare il conteggio dei follower, ma di portare nella comunicazione aziendale i valori dell’autenticità, di un dialogo che non si misura solo con il metro delle statistiche di diffusione ma che diventa confronto diretto, reale e nutriente. Un dialogo a porte aperte che permette alle aziende non solo di veicolare prodotti e messaggi, ma anche di sapere con precisione millimetrica a chi stanno comunicando e di raccogliere un feedback in tempo reale, importante per attivare o sintonizzare i processi interni di crescita e di miglioramento.
Il manifesto un#digital
un#digital è l’anima social di Aida Partners Ogilvy PR. È un progetto aperto e in continua trasformazione, espressione diretta di un nuovo modo di intendere la comunicazione d’impresa sulla base dei nuovi contesti socioculturali e dei modelli relazionali offerti dai social media. È quindi un’anima giovane, che riporta la comunicazione al valore dell’esperienza e del fare. Condivide infatti i principi ispiratori del movimento dei maker (gli artigiani che progettano il futuro partendo dalla pratica) e ha l’ambizione di tradurli e farli vivere anche su un piano immateriale come è stato finora quello della comunicazione.