Il Museo d’arte della Svizzera italiana rende omaggio a Hans Josephsohn

Lugano MASI | LAC

Il Museo d’arte della Svizzera italiana rende omaggio ad Hans Josephsohn in occasione del centenario della sua nascita. La mostra, realizzata in collaborazione con il Kesselhaus Josephsohn di San Gallo (Svizzera), propone una scelta di opere in ottone realizzate tra il 1950 e il 2006, selezionate dai curatori Ulrich Meinherz e Lukas Furrer.

Hans Josephsohn, nato nel 1920 a Königsberg nell’allora Prussia orientale, è considerato uno dei principali scultori del XX secolo. Date le sue origini ebraiche gli fu negata la possibilità di intraprendere studi artistici nella Germania nazista. Nel 1938 frequentò per alcuni mesi l’Accademia di Belle Arti di Firenze ma fu poi costretto a fuggire in Svizzera a causa dell’introduzione delle leggi razziali fasciste. A Zurigo continuò la sua formazione di scultore e si dedicò con profonda dedizione all’opera scultorea fino alla morte avvenuta nel 2012.

L’esposizione presenta in uno spazio aperto una ventina di sculture la cui disposizione non segue un criterio cronologico o tematico, ma si propone piuttosto di sottolineare le affinità e i contrasti fra le forme e le superfici di opere realizzate in epoche diverse.