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L’AI non uccide i negozi, li costringe a cambiare. Il retail entra in una nuova era

ICSC, organizzazione associativa a servizio del settore, e McKinsey & Company hanno presentato il report 'Shopping in the age of AI: Redefining stores for a new era', un’analisi che mette a fuoco le trasformazioni profonde in atto nel comportamento d’acquisto e nel ruolo del retail fisico
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Lo studio nasce da un confronto diretto con rappresentanti del settore retail e immobiliare, affiancato da una survey su oltre 3.000 consumatori statunitensi, e individua tre grandi forze che stanno cambiando le regole del gioco: l’ingresso sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale nel customer journey, l’aumento delle aspettative in termini di trasparenza e comodità e, infine, l’evoluzione del potere di spesa e dei comportamenti dei consumatori.

La ridefinizione del ruolo del punto vendita

Questi elementi, intrecciandosi, stanno ridefinendo il significato stesso del punto vendita. Non si tratta più solo di presenza fisica sul territorio, ma di una scelta strategica che richiede chiarezza: ogni negozio deve avere una missione precisa e coerente. È su questo punto che si gioca la differenza tra chi riuscirà a emergere e chi rischia di restare indietro. In un contesto sempre più dominato da tecnologie intelligenti, attrarre i consumatori in negozio significa offrire qualcosa di chiaramente riconoscibile e rilevante, supportato da investimenti mirati e intenzionali.

L’AI alza l’asticella del retail fisico

L’intelligenza artificiale, infatti, non sta cancellando il retail fisico, ma ne sta alzando drasticamente le aspettative. Una parte crescente del processo d’acquisto si sposta a monte, tra ricerca, confronto e selezione automatizzata, rendendo ancora più cruciale il ruolo del negozio nella fase finale. I punti vendita più efficaci saranno quelli capaci di definire con precisione il proprio ruolo: offrire velocità e affidabilità oppure costruire esperienze che giustifichino la visita.

Convenienza vs scoperta: il nuovo equilibrio dello shopping

Da qui emerge una nuova polarizzazione dello shopping, che può essere letta come un equilibrio tra convenienza e scoperta. Da un lato, i negozi orientati alla convenienza puntano su efficienza, semplicità e disponibilità immediata dei prodotti. Velocità, navigazione intuitiva e certezza dello stock diventano fattori determinanti, indicati da una quota significativa di consumatori come driver principali. Dall’altro lato, i format orientati alla scoperta si concentrano sul coinvolgimento, attraverso esperienze immersive, storytelling digitale e servizi personalizzati. Questo approccio risulta particolarmente efficace con le generazioni più giovani, per le quali il valore dell’esperienza è sempre più centrale nel processo decisionale.

Nuovi modelli tra tecnologia, talento e progettazione degli spazi

Per rispondere a questo scenario, retailer e operatori del real estate sono chiamati a superare i modelli standardizzati e a progettare ogni punto vendita in funzione del suo ruolo specifico. Layout, assortimento, tecnologia e competenze devono essere perfettamente allineati all’obiettivo: ridurre al minimo le frizioni nei contesti orientati alla convenienza oppure amplificare relazione e personalizzazione nei contesti esperienziali. Anche il ruolo dei landlord evolve, con la creazione di ecosistemi che integrano retail, ristorazione e servizi in destinazioni coerenti e attrattive.

Opportunità e sfide: chi saprà adattarsi vincerà

Si tratta di un cambiamento che richiede una revisione profonda dei modelli operativi e un’allocazione disciplinata del capitale, ma che offre anche opportunità significative. Secondo le stime, una quota molto ristretta di player – i più capaci di adattarsi a questi nuovi comportamenti – sarà in grado di catturare la grande maggioranza dei profitti del settore. In questo scenario, costruire sistemi retail coerenti, flessibili e orientati al consumatore non è più un’opzione, ma una condizione necessaria per competere.

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