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Omnicom, nel Q1 2026 utile netto in crescita. Il media pesa per il 50%

John Wren, Omnicom Ceo
John Wren

Omnicom ha annunciato i risultati relativi al trimestre concluso il 31 marzo 2026: l’utile netto ha registrato un incremento di 117,5 milioni di dollari, raggiungendo quota 405,2 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025.

I ricavi per area

La ripartizione dei ricavi per disciplina, in percentuale sui ricavi delle attività core pari a 5,6 miliardi di dollari, è stata la seguente: 2,9 miliardi di dollari (51,5%) per Integrated Media; 943,4 milioni di dollari (16,8%) per Advertising; 535,5 milioni di dollari (9,5%) per Health; 659,8 milioni di dollari (11,7%) per Public Relations; e 582,8 milioni di dollari (10,4%) per Experiential & Other. I ricavi derivanti da cessioni e attività destinate alla vendita sono stati pari a 627,2 milioni di dollari.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, sempre sui ricavi core di 5,6 miliardi di dollari, il contributo è stato così suddiviso: 3,4 miliardi di dollari (61,4%) dagli Stati Uniti; 690,0 milioni di dollari (12,3%) dai mercati europei e dal resto d’Europa; 492,3 milioni di dollari (8,8%) dal Regno Unito; 503,5 milioni di dollari (8,9%) dall’area Asia Pacifico; 174,4 milioni di dollari (3,1%) dall’America Latina; 129,8 milioni di dollari (2,3%) da Medio Oriente e Africa; e 177,8 milioni di dollari (3,2%) dal resto del Nord America.

John Wren, Chairman e Chief Executive Officer

“I solidi risultati del primo trimestre del nuovo Omnicom riflettono le nostre capacità integrate, la forza del portafoglio e il successo delle attività di integrazione. Grazie alla più grande piattaforma media globale, alle nostre capacità proprietarie in ambito dati e identità e alla piena operatività della piattaforma Omni basata sull’intelligenza artificiale, siamo in una posizione unica per aiutare i clienti ad affrontare un contesto di marketing sempre più frammentato e complesso. Siamo inoltre in linea con l’obiettivo di generare significative sinergie di riduzione dei costi e di raggiungere 3,5 miliardi di dollari in riacquisti di azioni nel corso dell’anno, nell’ambito di un programma autorizzato da 5 miliardi”.