Interviste
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L’AI cambia il digital business, la visione di Deda Digital tra integrazione e governance

Giovanni Scardovi (CEO) e Stefano Cappelli (COO) raccontano come l’intelligenza artificiale stia ridefinendo processi, vendite e sviluppo software, trasformando la digital transformation in un modello continuo di creazione di valore
deda.digital intervista

Per anni la trasformazione digitale è stata raccontata come un percorso scandito da progetti, roadmap e implementazioni tecnologiche. Oggi, però, lo scenario è cambiato: sta evolvendo il modo stesso in cui si fa impresa e si genera valore.

L’intelligenza artificiale non rappresenta più un’estensione dei processi esistenti. Sta ridefinendo la modalità con cui si sviluppano soluzioni, si gestiscono le vendite e si costruiscono relazioni con clienti e partner. Non si tratta di un semplice miglioramento incrementale, ma di un cambio di paradigma che impone una riflessione più ampia sul modello operativo delle imprese.

In questo contesto si inserisce la visione di SOCIAL FACTOR | DEDA DIGITAL, società del Gruppo Deda, che accompagna le aziende nella crescita attraverso marketing digitale, eCommerce e ottimizzazione dei processi di vendita e post-vendita. Ne abbiamo parlato con Giovanni Scardovi, Chief Executive Officer, e Stefano Cappelli, Chief Operating Officer, per comprendere come l’AI stia impattando concretamente il digital business.

“Deda Digital è la società del gruppo Deda, specializzata nell’aiutare i nostri clienti a crescere attraverso soluzioni di digital marketing, di eCommerce, di processi di vendita e di post-vendita”, spiega Scardovi.

Si tratta di un modello integrato in cui tecnologia, marketing e processi aziendali convergono in un’unica architettura coerente. La crescita del cliente non è una conseguenza, ma il centro della strategia.

Tecnologia solida e visione strategica

Uno degli elementi distintivi di Deda Digital è la capacità di operare sulle principali piattaforme di mercato, grazie a partnership consolidate con SAP, Salesforce, Liferay e soluzioni open source. Questa combinazione consente di affrontare progetti enterprise complessi mantenendo flessibilità e capacità di personalizzazione.

“Lo facciamo con le migliori tecnologie del mercato, sia dei grandi vendor, grazie alle partnership con SAP, Salesforce, Liferay, ma anche con i prodotti open source”, sottolinea Scardovi.

La tecnologia, però, non è mai fine a sé stessa. È uno strumento per innovare i processi di business, soprattutto in una fase storica in cui l’AI sta ridefinendo le dinamiche operative delle organizzazioni.

L’AI come leva strutturale

Il cambiamento più rilevante riguarda l’intelligenza artificiale, che non viene considerata come un trend passeggero, ma come un’infrastruttura destinata a entrare stabilmente nei flussi aziendali.

“Il nostro obiettivo è quello di guidare le aziende in questo momento di cambiamento, di sfruttare le grandi potenzialità degli agenti AI per innovare i loro processi di business e i loro processi di vendita”, afferma il CEO di Deda Digital.

L’evoluzione verso modelli cosiddetti ‘agentici’, in cui interfacce conversazionali e automazioni intelligenti diventano parte integrante dell’esperienza utente e dei processi interni, è già in corso. Questo riguarda il mondo B2B, con processi integrati agli ERP e configuratori evoluti, così come il B2C, dove e-commerce e customer experience sono sempre più guidati da dati e automazioni.

Deda Digital opera su entrambe le dimensioni con un approccio che copre l’intero ciclo di relazione, dall’acquisizione del lead alla conversione fino al post-vendita.

Innovazione e governance

Se l’AI rappresenta un acceleratore, governance e sicurezza restano condizioni imprescindibili. Stefano Cappelli, COO di Deda Digital, evidenzia con chiarezza questo aspetto: “AI, compliance, security sono elementi fondamentali nei quali Deda Digital ha investito profondamente negli ultimi anni”.

In un contesto europeo caratterizzato da un quadro normativo in continua evoluzione, innovare senza controllo non è sostenibile. La trasformazione digitale deve essere progettata secondo principi di security by design e compliance by default.

L’impatto dell’intelligenza artificiale è evidente anche nello sviluppo software, non solo nelle soluzioni proposte ai clienti ma nel modo stesso in cui vengono progettate.

“L’AI per il coding ha già cambiato come noi proponiamo le soluzioni ai nostri clienti con ottimizzazione di ciò che realizziamo, con riduzione dei tempi di realizzazione e grande ottimizzazione dell’erogato finale”, aggiunge Cappelli.

Questo si traduce in maggiore efficienza, riduzione del time-to-market e standard qualitativi più elevati, mantenendo al tempo stesso controllo sui processi e sicurezza.

Competenze verticali sui principali vendor

All’interno della cosiddetta rivoluzione agentica, Deda Digital ha sviluppato competenze verticali sui principali vendor internazionali. Le partnership con SAP e Salesforce consentono di accedere alle soluzioni AI più evolute e di adattarle alle esigenze specifiche dei clienti.

L’approccio non si limita all’implementazione tecnologica, ma punta all’integrazione dell’AI nei processi core, con una visione strategica e una capacità esecutiva concreta.

Un modello integrato per sostenere la crescita

In un mercato in cui molti operatori si concentrano su una sola dimensione – marketing, tecnologia o sviluppo – la vera complessità consiste nel mettere insieme tutti questi elementi in modo coerente.

Deda Digital sceglie di operare su questo livello di integrazione, unendo piattaforme, processi e strategia in un modello unico, pensato per sostenere la crescita nel tempo.

“Per tutte le aziende che vogliono crescere, che hanno bisogno di un partner strutturato, grande, solido, con le principali partnership di mercato, Deda Digital è il partner giusto per fare questo cambiamento”, conclude Scardovi.

Oggi la trasformazione digitale non è più un progetto da pianificare una volta all’anno, ma una dinamica continua che richiede visione, metodo e capacità di execution. In un contesto in cui l’AI sta ridefinendo le regole del gioco, la differenza non sarà determinata da chi adotta più strumenti, ma da chi saprà integrarli in modo coerente nel proprio modello operativo.

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