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Studiare all’estero per ridare ossigeno e fiducia a un’intera generazione post-lockdown

Da 34 anni a supporto dei giovani italiani, WEP ha aumentato il numero e il valore delle borse di studio per incoraggiare ragazzi e ragazze a prendere parte all’anno scolastico all’estero

La pandemia ha cambiato drasticamente la quotidianità di miliardi di persone in tutto il mondo, soprattutto dal punto di vista delle relazioni e della socialità. Il distanziamento sociale e i dispositivi di protezione individuale sono state misure di sicurezza imprescindibili, ma dal forte impatto sui rapporti umani.

Tra le generazioni che più ne hanno risentito e sofferto, ci sono i ragazzi in età adolescenziale. Durante il lockdown, infatti, la didattica a distanza (DAD) ha cambiato le modalità di apprendimento e di relazione con i compagni, così come ha ridotto la possibilità di svolgere attività ludiche e sportive e tutti i momenti ad alto fattore umano. Senza dimenticare che l’adolescenza è già di per sé un periodo particolarmente vulnerabile per i ragazzi, i quali sono chiamati a realizzarsi come individui, ridefinendo i propri valori attraverso l’incontro con persone al di fuori del proprio nucleo familiare, come amici e insegnanti. Una ricchezza di stimoli e input, all’ordine del giorno fino al 2019, che è stata brutalmente indebolita dall’arrivo del Covid-19.

Non stupisce quindi che gli adolescenti del 2022 siano profondamente cambiati rispetto ai coetanei dell’era pre-pandemica. Oggi risultano cruciali esperienze che incoraggino i ragazzi a sperimentare il senso di intraprendenza, la responsabilità, l’autonomia, la socialità. Le esperienze formative immersive si presentano come opportunità per ristabilire legami, ridare ossigeno e fiducia a un’intera generazione. Aiutare i giovani a valorizzare la propria personalità e a trovare la propria strada è una delle sfide più grandi del momento: mettere i più giovani nella condizione di poter aver i mezzi per sapersi orientare in situazioni in rapido mutamento e per trovare il contesto più adatto allo sviluppo del proprio potenziale.

Serena Zucchi, psicologa psicoterapeuta, coordinatrice del team psicologi WEP e autrice de ‘I nodi del crescere’ evidenzia che “Vivere un’esperienza formativa all’estero, può rappresentare uno stimolo fondamentale per aiutare i ragazzi a maturare competenze trasversali. Fra queste, mi piace sottolineare, quattro competenze “C”: la curiosità, intesa come apertura e disponibilità verso persone e contesti diversi e nuovi, maturando la capacità di integrare la diversità in esperienze di relazione e di incontri di vita reale. La comunicazione, la capacità di esprimere il proprio punto di vista, per condividere riflessioni e confrontare valori e tradizioni culturali manifestando il proprio pensiero con apertura mentale in modo attivo e originale. La cura o il caring ovvero imparare a prendersi cura di sé e delle persone che si incontreranno esercitando in pieno la propria autonomia, nel rispetto delle regole e dei vincoli relativi alla famiglia ospitante, al contesto scolastico e comunitario in cui si è inseriti. Infine, la conoscenza ovvero imparare contenuti nuovi e modelli educativi diversi; agli studenti viene chiesto di trovare nuovi equilibri tra ciò che è già noto e dato per acquisito e ciò che è nuovo e sfidante, esercitando uno spirito di osservazione personale, critico e originale”.

Studiare all’estero non solo aumenta le possibilità di entrare nel mondo del lavoro, ma favorisce anche la crescita personale e l’apertura mentale. Secondo i dati WEP, organizzazione internazionale che promuove scambi culturali, educativi e linguistici nel mondo, gli studenti che hanno scelto di frequentare una scuola superiore all’estero nel 2021 sono aumentati del 15% rispetto al 2019 e del 35% nel 2022.

Per rispondere alle esigenze dei ragazzi e agevolare la partecipazione ad esperienze formative all’estero, da oltre vent’anni WEP offre borse di studio per l’anno scolastico, riducendo le quote per i più meritevoli, non solo sotto il profilo scolastico, ma anche motivazionale e attitudinale. E, data la notevole adesione al High School Program riscontrata proprio quest’anno, WEP ha aumentato il numero e il valore dei contributi messi a disposizione.

Il programma High School è stato pensato per i ragazzi della 3° e 4° superiore che intendono mettersi alla prova in un nuovo sistema scolastico e confrontarsi con altre culture con l’obiettivo di crescere e maturare, da un punto di vista scolastico, professionale e personale. La durata dell’esperienza può variare da un trimestre, a un semestre o a un intero anno scolastico, durante il quale gli studenti verranno ospitati da una famiglia e inseriti in una scuola locale. Dopo il rientro in Italia, i ragazzi continueranno il proprio percorso nella scuola di origine: il programma all’estero è infatti riconosciuto dal Miur – Ministero Istruzione, Università e Ricerca.

Dato che quest’anno si è tornati a viaggiare in tutti i cinque continenti, le destinazioni tra cui è possibile scegliere sono numerose. I Paesi anglofoni continuano a rimanere le mete predilette: Australia, Usa, Canada, Nuova Zelanda, Sudafrica, Irlanda e Inghilterra sono state selezionate da circa l’88% degli studenti totali.

“Abbiamo voluto accrescere il numero delle borse di studio messe a disposizione dei ragazzi di oltre il 500% rispetto allo scorso anno perché crediamo che scegliere di trascorrere un periodo di studi all’estero possa essere un’opportunità significativa nel processo di crescita di un giovane. L’obiettivo è quello di rendere questa esperienza ancora più accessibile”, ha commentato Diana Frattini, Head of Marketing di WEP Italia.

Fino al 30 novembre sarà possibile fare richiesta delle borse di studio: sono 273 quelle disponibili per trimestre, semestre e anno scolastico all’estero con partenza nell’estate 2024 o nell’inverno 2024.