Se vi è mai capitato di rompervi una gamba, sapete che la rieducazione è un processo lungo e difficoltoso.
Per renderlo più efficace, l’università del Delaware ha di recente ultimato la costruzione del primo prototipo di supporto connesso. Grazie ai sensori inseriti all’interno della protesi, è possibile tenere sotto controllo lo sforzo e il carico e il paziente può essere aggiornato in tempo reale di modo che possa correggere eventuali errori, aumentando la velocità di ripresa. Fonte: PSFW
E qui il ‘Cannocchiale di Matteo’, la rubrica curata per youmark da Matteo Sarzana curiosando tra le novità in lancio che potrebbero cambiare settori e comparti nel mondo, passa la parola a voi. Chiunque ha la sua da dire, non esiti a lasciarsi coinvolgere.
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