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A guardare il mercato, sembra che le grandi gare si vincano con team multidisciplinari che mescolano trasversalmente top professionisti delle diverse sigle. Ma che fine fanno le agenzie? Faccio/Hub09: le indipendenti hanno 3 alternative, specializzarsi verticalmente, diventare maniacali e indispensabili, affiancare le big. Il mercato va verso una maggiore segmentazione. E la qualità ha bisogno di tempo

Il tutto riferendoci all’evidenza di una nuova mappa, che disegna team di professionisti, trasversalmente appartenenti a differenti sigle del medesimo gruppo. Molteplici gli esempi, di cui il più recente la vittoria Wpp della gara per il digital Emea di Fiat. Ovviamente suscitando domande su cosa la modalità sottenda in divenire. Insomma, cosa significa per il mercato? Arricchisce o impoverisce? Perdono di valore le diverse sigle, insomma i brand d’agenzia che hanno caratterizzato il nostro mondo che senso hanno oggi? 

Marco Faccio, Founder Hub09

“Dipende… dipende dal cliente, dal Gruppo, dal settore merceologico. La tendenza ad accorpare e globalizzare ha senso per certi prodotti, molto meno per altri. Le agenzie locali, ancora oggi, hanno il polso e il lessico dei propri consumatori e nel caso di brand  che fanno parte di multinazionali ma sono distribuiti prevalentemente sul territorio nazionale, resta un valore”.

E le agenzie indipendenti, come si pongono di fronte a questa tendenza?
“Le agenzie indipendenti hanno poche armi contro questa tendenza: 1) specializzarsi verticalmente e offrire la propria unicità al cliente, diventando parte di un sistema complesso che le vede operare al fianco di altre agenzie 2) offrire un apporto e un’attenzione maniacale ai clienti, diventando partner veri, irrinunciabili. E’ un investimento quotidiano importante da parte dell’agenzia ma garantisce continuità. Se non si è parte di un network internazionale, ogni cliente è un po’ più prezioso. 3) Prestando alle grandi agenzie competenze che sostengono di avere ma non sempre hanno. Credo comunque che il mercato si segmenterà sempre più e che le agenzie indipendenti avranno sempre più clienti indipendenti. Sono tante le aziende che hanno bisogno di essere prese per mano, coccolate, fatte crescere. Parlo di brand importanti, italiani, che vivono ancora le agenzie come consulenti con cui fare un percorso di crescita e non una sorta di service da consultare e poi mettere in gara per spuntare un prezzo migliore. La relazione tra cliente e agenzia, la conoscenza reciproca, sono valori importanti. Chi lo capisce ottiene risultati che gli altri non possono ottenere. La vera qualità ha bisogno di tempo”.