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We Are Social presenta ‘Think Forward 2023: Fragmented Futures’ la ricerca che racconta i trend che influenzeranno la comunicazione dei brand

WE ARE SOCIAL ha lanciato  a livello globale Think Forward 2023, la ricerca annuale sui trend di comportamento delle persone che influenzano e orientano la comunicazione dei brand. Dal titolo ‘Fragmented Futures’, la ricerca esplora il cambiamento nel modo in cui le persone si connettono e utilizzano i canali social e le piattaforme online, in un contesto che appare sempre più frammentato.

Come possono i brand inserirsi in questi scenari in costante trasformazione? Com’è possibile catturare l’attenzione di persone che si muovono tra molteplici interessi e realtà? Il team di Cultural Insight del network We Are Social ha analizzato e approfondito le tendenze più rilevanti per l’anno a venire, fornendo esempi concreti rispetto a quanto è già stato fatto dai brand.

I trend di ‘Think Forward 2023: Fragmented Futures’ sono cinque:

1)  Textured Discovery.

Stiamo assistendo a una rivoluzione nel modo in cui le persone esplorano la rete e scoprono nuovi contenuti. I metodi tradizionali di ricerca vengono ora integrati – se non addirittura sostituiti – con gli approcci più visivi, collaborativi, talvolta casuali, che sono propri dei social media. Le persone cercano l’inaspettato, non il prevedibile, e vogliono andare oltre i propri feed e le pagine ‘For You’ alla ricerca di contenuti imprevisti.

2) Collapsing Narratives. 

Oggi le storie online, per poter sopravvivere alla moderna economia dell’attenzione, stanno mutando e abbandonando la linearità dello storytelling. Non progrediscono più su un arco narrativo regolare e non hanno un inizio e una fine nello stesso ‘luogo’. Le narrazioni possono infatti cominciare bruscamente inserendosi in un argomento già esistente, oppure estendersi su diverse piattaforme.

3) Margin-chasers.

Mostrare se stessi nella propria autenticità sui canali social sta diventando sempre più complicato a causa di un cinismo e di una diffidenza crescenti. Come conseguenza, per essere percepite come ‘vere’, le persone tendono a comportarsi in modo insolito: nel mondo digitale della post-genuinità, l’essere estremi equivale quindi all’essere credibili, diretti ed efficaci.

4) New Cooperatives.

La parte ‘social’ dei ‘social media’ sta cambiando. Fino a poco tempo fa, il connettersi con i propri contatti e il consumare contenuti erano strettamente interconnessi, mentre ora si stanno allontanando tra loro. Il vuoto che questo ha creato, è però colmato da forme di connessione più aperte, dinamiche e meno focalizzate sul singolo individuo. La cura dell’identità, la presentazione del sé, il concetto di gerarchia e status vengono messi da parte per lasciare spazio alla costruzione di community sulla base di interessi e valori condivisi.

5) Expanding Identities.

La diffusione sempre maggiore di VR e AR sta aprendo nuove strade all’espressione dell’identità personale online. Nel mondo virtuale le persone possono infatti raccontare se stesse con estrema precisione, anche in maniera sarcastica e con caratteristiche inedite, idiosincrasie e sfumature bizzarre. Si tratta di un traguardo rilevante in termini culturali e anche i creators si stanno adattando a questo entusiasmo per la libera espressione del sé online.