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Report 2019 di Roku: crescono gli utenti della tv in streaming. Le trasmissioni pagate dalla pubblicità si fanno largo anche negli Stati Uniti

Benché Roku, operatore televisivo di streaming sia ovviamente una parte in causa, gli insight e le proiezioni del suo Report annuale, basate su un analisi estesa (popolazione campionaria di 7000 rispondenti e i suoi 12 milioni abbondanti di utenti) merita una attenta valutazione.

Oggi Roku predice che circa 60 milioni di famiglie americane accederanno ai video sulle loro televisioni esclusivamente attraverso lo streaming alla fine del 2024: questo significa che supereranno in numero gli utenti della pay tv per la prima volta.
Analogamente ad altri studi e dati il “taglio del cavo” sta sta accelerando oltre ogni aspettativa precedente. I numeri di Roku mostrano circa 3 milioni e mezzo di famiglie che hanno abbandonato il cavo o il satellite in favore dello streaming, nel periodo compreso tra marzo 2018 e febbraio 2019. Quest’anno altri 2 milioni hanno abbandonato il cavo o la pay tv satellitare secondo il Leichtman Research Group e i numeri delle società attive sul cavo e sul satellite.

Il report include numerosi dettagli su questi gruppi. In sintesi, 23,8 milioni di famiglie con una età media di 47 anni hanno abbandonato il cavo o il satellite, circa la metà passa 5 o più ore guardando la televisione tutti i giorni. L’82% di questi afferma di essere soddisfatto con gli attuali servizi. Sono invece circa 30,2 milioni le famiglie hanno ridotto i loro abbonamenti alla pay tv o al satellite negli ultimi due anni: questo segmento ha anch’esso a un’età di circa 47 anni e quasi i tre quarti (il 74%) spende 5 o più ore al giorno guardando la tv. Il 37% afferma di star valutando la cancellazione della Pay TV. 55,5 milioni di famiglie hanno abbonamenti tradizionali al cavo al satellite o alle pay-tv e non hanno ridotto questi abbonamenti negli ultimi due anni. Più di due terzi trascorrono 5 ore o più guardando la televisione. Infine 6,4 milioni di famiglie non hanno mai pagato un abbonamento al cavo o al satellite: hanno in media 32 anni e solo il 39% trascorre 5 ore o più guardando la televisione. Questi spettatori sono tipicamente donne.

Circa la ragioni invece dell’accelerazione del “cord cutting”, il Report di Roku elenca l’offerta da porte degli operatori in streaming degli eventi sportivi live e dei maggiori programmi della Tv “tradizionale”, facendo così scomparire uno dei principali ostacoli all’abbandono del cavo.
Inoltre i contenuti in streaming stanno guadagnando qualità di mese in mese: milioni ogni semestre vengono spesi per produrre contenuti originali, mentre gli spettatori stanno apprezzando lo streaming gratuito, supportato dalla pubblicità, sui loro televisori.

I due ultimi punti interessanti sono proprio la semplicità d’uso raggiunta dallo streaming e il minor sforzo posto dagli operatori satellitari e del cavo per trattenere gli utenti a basso valore aggiunto.
Come scrivevamo all’inizio, questo survey è probabilmente poco obiettivo nell’evidenziare le ragione dei “cord cutter”, ma rimane il fatto, ben poco discutibile, che la Tv americana stia subendo un cambiamento epocale, con l’ingresso tra gli ispettori di numeri crescenti di persone che sono più che disposte a barattare la visione di un po’ di pubblicità con canoni di abbonamento bassi o del tutto gratuiti. La nuove generazioni, in particolare, mostrano livelli gradimento dello streaming “adv based” superiori agli abbonati tradizionali alla televisione via cavo o satellite.

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