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Il Cloud in Italia: superati i 2,3 miliardi di euro nel 2018. Grande crescita del Pubblico ed Ibrido, con un +49% del PaaS

Stefano Mainetti, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud Transformation

Qual è la situazione del cloud in Italia? Dopo aver esaminato, sebbene a grandi linee, che cosa sta succedendo nel mondo e poi in Cina, un sguardo al nostro paese è doveroso.

Innanzitutto un veloce ripasso delle differenze tra Cloud Pubblico, Privato o Misto, poiché queste sono le tipologie che crescono di più, rispetto ai Server In House, l’evoluzione degli investimenti IT.

L’utilizzo di servizi esterni di Public & Hybrid Cloud, ovvero l’insieme dei servizi forniti da provider esterni e dagli “ibridi” tra provider pubblici e privati, raggiunge infatti i 1,24 miliardi a valore, con una crescita del 28%; il Virtual & Hosted Private Cloud, ovvero i servizi infrastrutturali residenti presso fornitori esterni caratterizzati da maggiore flessibilità in termini di personalizzazioni e maggiore isolamento, raggiungono i 593 milioni; mentre il mercato della Datacenter Automation infine, mostra la crescita più modesta (+4%), raggiungendo 500 milioni di Euro.

“Dall’analisi dettagliata dei dati di mercato emergono ulteriori elementi sull’evoluzione in corso. Il primo aspetto riguarda l’andamento della spesa in Platform as a Service (PaaS)”, sottolinea Alessandro Piva, della School of Management del Politecnico di Milano, “che registra un’accelerazione con una crescita del 49% sul 2017, e aumenta la propria quota relativa nel mix (confrontata con la quota di infrastrutture e software), arrivando a pesare il 14% del volume di spesa complessivo. Inoltre, cresce del 45% la quota di spesa Cloud dedicata all’analisi dei dati, pari a poco più del 17% del totale mercato Public & Hybrid Cloud”.

Ma c’è di più, secondo Stefano Mainetti, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud Transformation: ““La Cloud Migration è un percorso di cambiamento fluido e pone continuamente nuove sfide alle Direzioni IT, che oggi si trovano di fronte a sistemi ibridi, distribuiti e complessi dove diversi mondi, l’on-premises, il Public e il Private Cloud, devono comunicare efficacemente, supportare rapidamente i cambiamenti e garantire sostenibilità economica nel lungo periodo”.

In effetti, il Cloud non si limita solo ad abilitare una nuova linea di offerta, ma può cambiare radicalmente il modello di business delle aziende che lo introducono, innovando le modalità di relazione con i clienti e i modelli di ricavo. I trend con il maggiore impatto atteso sono anche quelli a cui il Cloud può dare il maggior contributo quale tecnologia abilitante, in grado di accelerarne l’introduzione all’interno del portafoglio di offerta degli operatori e facilitarne l’introduzione da parte dei clienti.

In tutti i settori merceologici italiani, il Cloud è ormai riconosciuto come un fattore che rende l’azienda più rapida nel rispondere ai cambiamenti, ponendo le fondamenta per un ripensamento delle modalità di gestione delle iniziative digitali verso metodologie come l’Agile che escono dal solo sviluppo software e impattano l’organizzazione nel suo complesso.

La crescita, confermata dai dati citati inizialmente, del Cloud, si traduce in un nuovo passo in avanti da parte delle direzioni IT, che attraverso modelli di orchestrazione dell’Hybrid & Multi Cloud stanno andando oltre la connessione statica di servizi infrastrutturali e di applicativi eterogenei, lavorando con una logica nuova e dinamica orientata alla flessibilità. “Non è un tema solo tecnologico”, conclude Piva, ” ma significa anche ripensare l’organizzazione, con l’inserimento di nuove competenze, professionalità e modelli di presidio e governo delle competenze Cloud in azienda, e trasformare il modo di approcciare i progetti digitali, introducendo logiche agili e flessibili per cogliere appieno le opportunità di innovazione”. Una trasformazione che pervada il business, modificando le modalità di relazione tra tutti gli stakeholder coinvolti.