Interactive

I consumatori anticipano gli acquisti per le feste per evitare ‘il Grinch della Supply Chain’, secondo il nuovo sondaggio ‘The Untold Insights’ di Oracle Retail

Una nuova ricerca condotta da Oracle Retail rivela che i consumatori temono che i problemi nella catena di fornitura mondiale e i ritardi nelle consegne possano portare scompiglio in occasione delle feste. Lo spiega il sondaggio ‘The Untold Insights’, che ha coinvolto 5.728 consumatori globali, di cui 525 in Italia, a settembre 2021, indagando le abitudini di acquisto dei consumatori nel periodo della pandemia e i loro piani per lo shopping natalizio.

Per evitare problemi, il 39% degli italiani ha cominciato o prevede di cominciare in anticipo lo shopping natalizio; il 13% si è detto disposto a pagare di più pur di assicurarsi una consegna rapida e garantita, e il 19% prevede di ordinare più regali per stare tranquilli in caso alcuni ordini siano in ritardo o cancellati: dati che salgono rispettivamente al 17% e al 28% per i consumatori della generazione Millennial. Altri hanno scelto una strada più semplice, con il 35% delle persone (in particolare i Millennial al 48%) che acquisteranno più carte regalo rispetto all’anno scorso.

“Come vediamo anche nei notiziari, le sfide nella supply chain sono una realtà a livello mondiale. Ma a prescindere da questo, i consumatori continueranno a giudicare le realtà commerciali a cui si rivolgono in base alla loro capacità di consegnare la loro lista dei desideri durante le festività”, afferma in una nota Mike Webster, Senior vice president e General Manager di Oracle Retail. “Attribuiranno loro la responsabilità di come andranno le cose. Per questo le aziende del retail devono avere una chiara visibilità del loro stock, offrire tempistiche realistiche per l’evasione degli ordini e avere un piano per comunicare chiaramente i processi di ordine e di consegna. Con trasparenza e con un’attenta esecuzione di queste strategie, potranno guadagnarsi la fiducia dei clienti e gettare le basi per conservarla anche in futuro”.

Ecco alcuni dei risultati dello studio, con un focus particolare sui problemi di fornitura: la gente ha paura di ritrovarsi in mano una scatola vuota, nel caso i doni scelti non fossero disponibili o impiegassero troppo tempo ad arrivare.

  • Il 22% degli intervistati teme che gli articoli desiderati siano più costosi a causa della situazione
  • Il 16% teme che i prodotti desiderati non siano disponibili
  • Il 12% teme la delusione di amici e familiari in caso non ricevano il regalo che vogliono
  • Il 14% è preoccupato che le leccornie natalizie preferite, come il panettone, non si trovino.

Il 65% degli intervistati si farà consegnare i regali a casa (in calo rispetto al 69% del 2020), ma molti (36%) temono che i tempi di spedizione non soddisfino le loro aspettative e che ci siano ritardi (36%), sempre che i regali arrivino (31%). Per contenere la preoccupazione, il 72% degli intervistati afferma che la possibilità di monitorare in tempo reale lo stato della consegna è fondamentale.

Il 41% degli intervistati dichiara che la rapidità di consegna sarà determinante per scegliere da chi effettueranno l’ordine. L’1% dei consumatori si aspetta la consegna in giornata, il 36% in 1 o 2 giorni lavorativi, e il 49% in 3-5 giorni.

Il 33% delle persone si irrita quando le spedizioni subiscono ritardi, mentre il 36% teme che i regali arrivino più tardi del previsto. Addirittura il 31% è preoccupato che i regali non arrivino affatto.

Il 55% sta cercando soluzioni creative, e afferma che sia molto probabile usare un servizio ‘on demand’ come DoorDash per ordinare i regali dell’ultimo minuto; aggiungendo oltre al danno anche la beffa, il 17% delle persone teme che, se anche il pacco arrivasse finalmente a destinazione, possa essere rubato da qualche malintenzionato.

Riuscire a mettere le mani sui prodotti che si desiderano sarà un fattore critico nel modo in cui gli acquirenti giudicheranno i retailer in questa stagione festiva. Il 24% concorda sul fatto che trovare un articolo che interessa esaurito è una brutta esperienza di acquisto, ma il 39% afferma di essere attratto da un marchio o azienda più che da un altro in base alla disponibilità del prodotto. Il 27% conferma che non aspetterà che il commerciante si rifornisca del prodotto mancante, prima di rivolgersi altrove.

Nonostante si apprezzino i prezzi bassi, molti consumatori non sono disposti ad aspettare i momenti promozionali per ottenere ciò che desiderano. Solo il 37% degli acquirenti ha dichiarato che avrebbe partecipato agli Amazon Prime Day e il 58% che avrebbe fatto shopping durante il Black Friday. Un numero ancor più ridotto (18%) afferma che prenderà parte al Cyber Monday.

Alla domanda su quali regali intendono acquistare di più quest’anno, le gift card si sono classificate al primo posto: il 35% prevede di acquistare più carte regalo (il 23% delle persone interpellate appartenenti alla generazione ‘boomer’ e il 26% delle donne ha anche affermato che è il regalo che vorrebbe ricevere), mentre il 31% prevede di acquistare di più articoli di abbigliamento, il 28% calzature e il 32% più prodotti di bellezza

Anche se a chi dona diranno che il regalo è piaciuto, una buona parte dei Millennial sta già pianificando la possibilità di restituire regali non graditi. Questa è una buona notizia per i retailer: infatti, il 76% delle persone di ogni età interpellate ha dichiarato che è probabile che facciano altri acquisti quando entrano in negozio per effettuare un reso.

  • Il 41% delle persone prevede di restituire alcuni regali (Il 55% per i Millennial)
  • Il 20% prevede di restituire la metà di tutti i regali (il 28% per i Millennial)
  • Il 54% degli acquirenti della Generazione Z restituirà qualche regalo, mentre l’82% dei Boomer non ha intenzione di restituire i propri regali
  • Le donne (37%) sono meno propense degli uomini (45%) ad effettuare almeno alcuni resi.

Ma la pandemia non intacca lo shopping per le feste: i consumatori sembrano meno preoccupati per la pandemia, con un maggior numero di acquirenti che compreranno in negozio quest’anno: il 21% dei consumatori prevede di fare acquisti prevalentemente in negozio, percentuale in calo rispetto al 23% del 2020; il 55% sta pianificando sia lo shopping in negozio che lo shopping online, in aumento rispetto al 52% dell’anno scorso.

L’84% si sente al sicuro nel fare shopping all’aperto, mentre l’81% è a proprio agio in un centro commerciale al coperto. Alla domanda su cosa li faccia sentire più sicuri quando escono a fare shopping, il 22% ha risposto l’obbligo di indossare la mascherina; il 21% l’obbligo di green pass dove previsto, il 13% il distanziamento sociale.