‘Sebastião Salgado. Amazônia’ in mostra al MAXXI di Roma. Bulgarelli Production sostiene l’arte nel segno della sostenibilità ambientale e sociale

MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo - Roma
Sebastião Salgado

Bulgarelli Production, che progetta e produce cartellini, etichette, complementi in cartotecnica e micro-packaging per abbigliamento e accessori moda, è stata invitata ad aderire al progetto dal MAXXI stesso, a fronte del percorso per la sostenibilità e la responsabilità sociale che l’azienda ha iniziato più di dieci anni fa e perseguito con passione e ingenti investimenti, e che l’ha portata ad essere già Carbon Positive, perché le emissioni di Co2 generate dalla sua attività sono assorbite e anzi superate dall’impatto dei provvedimenti presi a sostegno dell’ambiente.

Prodotta dal MAXXI in collaborazione con Contrasto, e curata da Lélia Wanick Salgado, compagna di viaggio e di vita del fotografo, la mostra espone più di 200 fotografie che propongono un’immersione nella foresta amazzonica, invitando a riflettere sulla necessità di proteggerla.

Sciamano Yanomami dialoga con gli spiriti prima della salita al monte Pico da Neblina. Stato di Amazonas, Brasile, 2014

Frutto di sette anni di spedizioni fotografiche compiute via terra, acqua e aria, è stata ideata da Salgado per ricreare un ambiente che avvolgesse il visitatore nella sua vegetazione rigogliosa e nella quotidianità delle popolazioni native: una testimonianza di ciò che resta di un patrimonio che rischia di scomparire, e che pertanto invita ognuno a prendere parte alla sua tutela, affinché la vita e la natura possano sottrarsi a ulteriori episodi di distruzione e depredazione.

La visita è accompagnata da una traccia audio composta appositamente per la mostra da Jean-Michel Jarre e ispirata ai suoni autentici della foresta, come il fruscio degli alberi, i versi degli animali, il canto degli uccelli o il fragore dell’acqua che cade a picco dalle montagne.

Oltre alle immagini, poste a diverse altezze e presentate in diversi formati, la mostra si sviluppa in spazi che ricordano le ocas, tipiche abitazioni indigene, e in due sale di proiezione: in una le immagini di paesaggio boschivo scorrono al suono del poema sinfonico Erosão del compositore brasiliano Heitor Villa-Lobos (1887-1959); nell’altra sono esposti alcuni ritratti di donne e uomini indigeni con il sottofondo di una musica appositamente composta dal musicista brasiliano Rodolfo Stroeter.

Completata da un programma di approfondimento, Amazônia vuole trasmettere la magia che permea la regione amazzonica e le sue popolazioni native, per offrire ai visitatori un’esperienza intima e profonda capace di accompagnarli anche fuori dalla mostra.

Anavilhanas, isole boscose del Río Negro. Stato di Amazonas, Brasile, 2009