In attesa di conoscere i vincitori, il Museo ha diffuso una prima selezione delle 100 fotografie premiate che saranno protagoniste della mostra in programma a Londra dal 16 ottobre 2026.
Dall’Artico al Delta dell’Okavango
Le prime immagini svelate offrono già un’idea della varietà di soggetti e storie che caratterizzano l’edizione di quest’anno.
Tra gli scatti selezionati c’è quello di Audun Rikardsen, che ha immortalato un orso polare mentre osserva il foro nel ghiaccio utilizzato da una foca per respirare. Ernest Porter, invece, racconta il rapporto tra un rinoceronte e un bufaga, cogliendo il momento in cui l’uccello pulisce il proprio becco sulla pelle dell’animale.
La selezione comprende anche lo scatto del giovane fotografo Jack Crockford, con un rondone che attraversa il cielo davanti a un aereo in arrivo a Heathrow, e la fotografia di Allegra Hutton, che ritrae un giovane leopardo mentre insegue uno scoiattolo su un albero nel Delta dell’Okavango, in Botswana.
Le immagini sono state valutate da una giuria internazionale composta da esperti di fotografia naturalistica, cinema, scienza e conservazione, che ha giudicato i lavori in forma anonima sulla base di creatività, originalità, qualità tecnica e capacità di raccontare una storia.

I vincitori saranno annunciati il 13 ottobre
I vincitori delle singole categorie, insieme ai due riconoscimenti principali, Grand Title e Young Grand Title, saranno annunciati il 13 ottobre 2026 durante una cerimonia ospitata dal Natural History Museum.
A condurre l’evento saranno i divulgatori e ambientalisti Chris Packham e Megan McCubbin, mentre la cerimonia sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube del Museo.
Per Kathy Moran, presidente della giuria, il livello della competizione continua a crescere di anno in anno. Le 100 immagini selezionate rappresentano solo una piccola parte delle 65.403 fotografie ricevute e, secondo Moran, possono contribuire a rafforzare l’attenzione e l’impegno nei confronti del mondo naturale.
Fotografare la natura per comprenderla e proteggerla
La mostra non vuole limitarsi a celebrare la fotografia. Il Natural History Museum utilizzerà l’esposizione anche per raccontare come stanno cambiando gli habitat e la biodiversità del pianeta.
Al centro di questo lavoro c’è il Biodiversity Intactness Index (BII), l’indicatore sviluppato dal Museo che misura, su una scala da zero al 100%, quanta biodiversità naturale rimane in una determinata regione.
L’obiettivo è offrire ai visitatori un ulteriore strumento per comprendere l’impatto dei cambiamenti ambientali e monitorare i progressi compiuti a livello internazionale nella tutela della biodiversità.
La mostra è sostenuta da Nuveen, Lead Corporate Sponsor dell’iniziativa.